Dopo un anno e mezzo di silenzio, assente sia dai microfoni giornalistici che dai campi di calcio, è tornato a parlare Massimiliano Allegri, ex allenatore di Milan e Juventus. Allegri ha rilasciato una lunga intervista a Sky Calcio Club, programma condotto da Fabio Caressa e tanti altri ospiti. Nei mesi precedenti l'ex tecnico bianconero è stato accostato sia alla Roma che al Napoli, questa la sua risposta:
“Non so nulla su Roma e Napoli. In questo momento il calcio italiano deve rimboccarsi le maniche dopo aver sentito alcuni commenti sull’eliminazione delle nostre squadre dalla Champions League. Credo che debba farci riflettere perché come dico spesso sono stato visto come quello che faceva contrattare ai “giochisti”. Penso che serva equilibrio e come dico spesso ho avuto la fortuna di crescere con allenatori di vecchio stile e credo che non si debba buttare né quello che ci hanno insegnato e nemmeno questo. La parola equilibrio serve sia nella vita che nel calcio. Il calcio italiano è in crisi? Credo che il giocatore vada messo al centro dell’attenzione e lavorarci.
Più tecnica e meno tattica? La tattica serve perché nessun allenatore non organizza la squadra però poi, quando andiamo in Europa, ci lamentiamo se giochiamo contro calciatori che passano la palla a 100 all’ora e da persone intelligenti dobbiamo farci delle domande, ovvero iniziare di nuovo a lavorare nei settori giovanili perché si impara la tecnica e la tattica individuale, la tecnica ed in velocità. A me dispiace dirlo ma i giocatori sono diventati uno strumento per dimostrare che gli allenatori sono bravi.
L’allenatore è bravo quando vince o crea valore. L’allenatore deve creare valore e portare il risultato. Porto e Borussia hanno giocatori più bravi di quelli di Juve e Inter? Questo non lo so. Io credo che, nel 2021, bisognerebbe tornare all’Abc del calcio. Tutti fanno la costruzione da dietro ma bisogna capire quando, come e non si deve fare perché i momenti della partita sono diversi.
Mi dispiace che la Juventus sia uscita dalla Champions perché sia nella partita di andata che di ritorno avrebbe meritato di passare. Mi dispiace che la Juve abbia perso ma bisogna dare dei meriti anche al Benevento. In Italia abbiamo questa mania di vedere le cose negative invece bisogna vedere le cose in positivo. Inzaghi è stato molto bravo nel preparare questa partita e ci sono anche i meriti, parliamo di coloro che fanno le cose perbene."
L’ADDIO ALLA JUVENTUS: Max Allegri ha allenato il club bianconero dal 2014 al 2019, portando in bacheca ben 5 scudetti consecutivi, 4 Coppe Italia, 2 Supercoppe Italiane e portando la Vecchia Signora sino alla finale di Champions ben 2 volte, entrambe perse, una nel 2015 cotro il Barcellona (3-1) e nel 2017 contro il Real Madrid (4-1). Nel 2019 Agnelli decise di separarsi dal tecnico livornese per dare spazio a Maurizio Sarri:
“L’addio alla Juve è avvenuto in modo naturale, ci sono state diversità di vedute ma non sul tipo di gioco. L’allenatore deve vincere e non c’è molto da fare. Sulla scelta di Sarri non sapevo nulla. Eravamo d’accordo quasi su tutto ma alla fine non ci siamo resi conto, né io e nemmeno loro, che ci saremo divisi. La scelta è stata del presidente anche se io sono rimasto in buoni rapporti con Andrea Agnelli perché sono stati 5 anni meravigliosi. Quegli anni sono irripetibili perché ci fu un’alchimia, si incastrarono tante cose e ci divertimmo. C’era molta positività e le scelte di mercato furono importanti con la crescita di molti giovani.
Dopo 5 anni è difficile trasmettere le stesse cose? Credo di sì, non è facile e sarà stato uno dei motivi per cui il presidente, insieme a Paratici e Nedved, decisero di sostituirmi. L’ultimo anno vincemmo il campionato nelle ultime 30 partite poi, con l’uscita dalla Champions League ed il finale di stagione, fu la logica fine di un rapporto tra me e la Juventus. Ci furono annate meravigliose, a parte quella con l’Ajax, però sono molto legato alla Juventus. A livello professionale sono una persona che si lega molto alle squadre in cui sono stato, non sembra ma sono molto passionale. Tornare alla Juve? Ci tornerei ma in questo momento Pirlo sta facendo bene. Adesso è impossibile dirlo.”
IL MESTIERE DELL'ALLENATORE: Come ha ribadito Max Allegri è difficile spiegare il ruolo dell'allenatore. Andrea Pirlo, al suo primo anno da tecnico della Juventus, sta riscontrando molte difficoltà, questo il commento del tecnico labronico:
“Non so le difficoltà che sta incontrando Pirlo perché le squadre vanno allenate e conoscere le problematiche che ci sono all’interno. Fare l’allenatore è un mestiere molto difficile ma soprattutto quando mi domandano cosa deve spiegare un allenatore. L’allenatore non si spiega, come fai a spiegarlo. Ci sono due allenatori, il primo dal lunedì al sabato che fa un tipo di mestiere mentre la domenica è tutta un’altra storia perché quello che hai fatto durante la settimana non c’entra nulla, perché la partita è fatta di situazioni, gestioni e non sai se dopo 5 minuti devi sostituire un giocatore. La gestione dell’imprevisto non rientra da nessuna parte.
La gestione della settimana da giocatore la vedi in un modo mentre da allenatore il modo di parlare alla squadra oppure al giocatore, dare una punizione oppure non darla non è scritta sui libri. Ecco perché io mi batto tutt’ora sul fatto che, senza togliere nulla a coloro che organizzano i corsi, la gestione delle risorse umane è importante non solo nel calcio ma in tutte le aziende. Non so quante ore insegnino a Coverciano però quando qualcuno mi domandava se volevano venire agli allenamenti io dicevo che potevano, mica mando i missili sulla Luna. L’allenatore vive di sensazioni.”
IL NO AL REAL MADRID: Allegri ha svelato di aver rifiutato la panchina del Real Madrid per rimanere alla Juventus. Nonostante negli ultimi mesi è circolato il suo nome sia alla Roma che al Napoli ultimamente è stato accostato nuovamente ai Blancos ma non ha nascosto il fatto che a giungo vorrebbe tornare ad allenare:
“Tre anni fa, quando mi contattò Florentino Perez per allenare il Real Madrid avevo già dato la parola ad Agnelli. A giugno vorrei rientrare perché mi diverto. Crisi di astinenza? No, però mi manca godere delle gesta dei miei calciatori e da loro ho imparato tanto. La Juventus ha un’ottima rosa. Inter superiore? Vedendola dall’esterno, soprattutto dopo l’uscita dalla Coppa, hanno potuto lavorare insieme perché Barella e Bastoni sono cresciuti molto.
L’Inter è una squadra che può giocarsi un quarto o semifinale di Champions League. Più qualità della Juve? I bianconeri sono stati costruiti quest’anno mentre i nerazzurri sono più consolidati. Quando in una squadra si cambiano due giocatori quest’ultimi sono il 20% della squadra. Se li metti in due zone del campo ed in mezzo mancano 3 calciatori diventa un problema. Conte sta facendo un ottimo lavoro e credo che abbia le potenzialità, per l’anno prossimo, per disputare un’ottima Champions.
Cosa manca alla Juve per tornare in finale di Champions? Non lo so, hanno una buona squadra e nonostante le difficoltà sono in finale di Coppa Italia, stanno lottando per lottare nei primi 4 posti, hanno vinto la Supercoppa Italiana. Non dimentichiamoci che il Covid ha stravolto gli equilibri."

