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Pallanuoto,Tempesti: “Tokyo 2020? Impensabile ma mai dire mai”

Difficile che il capitano del Settebello torni ad indossare la calottina azzurra

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Sicuramente fare la sesta Olimpiade sarebbe qualcosa di impensabile, sarebbe come costruire un ponte per andare a piedi sulla luna. Però, mai dire mai nella vita”. Così ha risposto Stefano Tempesti, portiere della Nazionale di pallanuoto e della Pro Recco, a chi gli ha chiesto, a margine dell’inaugurazione del campo da basket Coca Cola a Milano, se avrebbe indossato ancora la calottina azzurra a Tokyo 2020.

Tempesti, chiamato l’Airone di Prato per l’ampia apertura delle sue braccia, non solo è uno dei più forti portieri della pallanuoto mondiale, se non il più forte, ma è anche l’uomo dei record a livello nazionale. 400 presenze un nazionale, ha anche eguagliato Gianni De Magistris per il numero di olimpiadi disputate: ben cinque.  
Classe 1978, ha iniziato per caso a giocare a pallanuoto. Fu portato in piscina per migliorare la postura data l'altezza elevata e da allora non ha più smesso. Lui, che avrebbe voluto giocare a basket, ha un palmares sconfinato nel quale spiccano la medaglia d'oro ai mondiali di Shangai 2011, con annesso premio di miglior giocatore della manifestazione, l'argento di Londra 2012 e il bronzo di Rio 2016. Il suo annuncio di voler lasciare il Settebello da capitano, alla fine della sua quinta olimpiade, non era quindi inaspettato.

“Il percorso è lunghissimo, mancano quattro anni – ha spiegato Tempesti -  Io ho dato l’addio alla Nazionale, ma nella vita non si sa mai che cosa può succedere. E poi scherzando: “Se mi danno la garanzia che mi fanno fare il portabandiera posso farci un pensiero". Difficile però che ritorni sui suoi passi. "Innanzitutto, devo continuare a fare il pallanuotista e farlo fino a 41 anni ad alti livelli – ha detto - Poi, una volta che ci troveremo lì, valuteremo quali saranno tutte le opzioni. Però penso alla Pro Recco, al mio club, perché ho ancora tanto entusiasmo e ancora tanto da dare a questo sport sia in termini di gioco che di esperienza. Quindi – ha concluso - vediamo che cosa succederà".

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