Giro di tangenti e subappalti per opere pubbliche: 14 arresti in Lombardia

Le fila della ‘ndragheta nelle società con sede a Milano

pubblicato il 03/10/2016 in Attualità da Danilo Di Laudo
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Danilo Di Laudo

MILANO – Giro di tangenti e subappalti di opere pubbliche quelli contestati dalla Direzione Distrettuale Antimafia lombarda ai danni di 14 persone. Tra i nomi importanti venuti a galla da questa prima parte dell’operazione figurerebbe anche quello di uno dei dirigenti del Gruppo Ferrovie Nord Milano, Davide Lonardoni, società che avrebbe dovuto gestire i lavori relativi alla linea ferroviaria di collegamento a Malpensa.

Undici dei fermati sono stati incarcerati mentre i restanti tre scontano, per il momento, gli arresti domiciliari, tutti facenti parte di azienda con sedi legali a Milano. Nella maggior parte dei casi si tratterebbe di imprenditori riconducibili a cosche della ‘ndrangheta che, secondo quanto riportato anche da Repubblica, avrebbero messo in piedi un sistema per potersi alternare facilmente nella gestione dei subappalti.

Oltre al nome di Lonardoni, i finanzieri avrebbero iscritto nel registro degli arrestati anche Alessandro Raineri – in contatto con numerosi funzionari di amministrazioni ed enti pubblici della Lombardia) e Pierino Zanga che avrebbe ricoperto un ruolo importante nel circuito creato ad hoc dalla ditte appaltatrici.

Gli uomini dell’arma hanno inoltre calcolato un danno erariale per un valore di circa 20 milioni di euro. Le indagini avrebbero inoltre consentito di ripercorrere i movimenti dei vari imprenditori sotto inchiesta e delle loro aziende, alcune delle quali intestate a presta nomi ma che, in seguito alle indagini, sarebbero state facilmente ricondotte all’intero sistema.

A questo punto molte delle ditte coinvolte nelle indagini, che hanno portato all’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare per i 14 imprenditori, sono state dichiarate in fallimento dallo stesso Tribunale di Milano, sotto la responsabilità del gip Alessandra Simion. A coadiuvare il giudice sono stati il procuratore aggiunto Ilda Boccassini e il pm Bruna Albertini che hanno convalidato il fermo contestando agli imprenditori reati di vario titolo tra i quali ‘associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati di corruzione diretta all’acquisizione dei lavori’.

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