L’atletica italiana di ritorno da Rio 2016

Bilancio e risultati degli atleti azzurri alle Olimpiadi

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 21/08/2016 in Sport da Umberto Perella
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Umberto Perella
La marciatrice italiana Antonella Palmisano

La rappresentativa italiana di atletica leggera di ritorno dalla spedizione olimpica in terra brasiliana, pur con zero medaglie vinte, ha mostrato incoraggianti e fiduciosi segnali di ripresa.
Antonella Palmisano, marciatrice pugliese, è stata l’atleta italiana (compresi i maschi) che è andata più vicina alla conquista della medaglia olimpica: quarto posto infatti per lei nella 20 chilometri di marcia femminile, ad una ventina di secondi dal bronzo della cinese Xiuzhi Lu; undicesima Elisa Rigaudo ed Eleonora Anna Giorgi squalificata.
Le altiste friulane Alessia Trost e Desirée Rossit hanno chiuso rispettivamente al quinto e sedicesimo posto la finale del salto in alto femminile.
Il quartetto femminile della staffetta 4x400 metri composto da Maria Benedicta Chigbolu, Maria Enrica Spacca, Ayomide Folorunso e Libania Grenot, dopo il nuovo record italiano in batteria/semifinale, ha concluso la finale al sesto posto (miglior piazzamento olimpico della staffetta del miglio donne, pareggiando Los Angeles 1984 ma con un migliore risultato cronometrico). Presenti, ma non schierate in pista, altre tre staffettiste: la toscana Chiara Bazzoni e le lombarde Elena Maria Bonfanti e Marta Milani.
Finale olimpica per altre due atlete: l’italo-cubana Libania Grenot ottava sui 400 metri (prima finale olimpica per lei dopo due semifinali) e la pugliese Veronica Inglese trentesima sui 10000 metri.
Le fondiste della maratona terminano 13a la piemontese Valeria Straneo, 25a l’italo-turca Catherine Bertone ed invece la siciliana Anna Incerti non ha concluso la gara ritirandosi per problemi fisici.
La gara maschile invece ha visto ritirarsi per problemi fisici il toscano Daniele Meucci (reduce dall’oro nella mezza maratona agli Europei di Amsterdam), finire al 38° e 57° posto rispettivamente il veneto Ruggero Pertile e l’altro toscano Stefano La Rosa.
Restando in tema di gare maschili su lunghe distanze, il marciatore lombardo Matteo Giupponi ha finito ottavo nella 20 chilometri; sempre nella marcia, lo stesso Giupponi si è ritirato nella 50 chilometri, gara in cui il laziale Marco De Luca ha terminato 21° ed il campano Teodorico Caporaso è stato squalificato.
Sugli 800 metri eliminati entrambi in semifinale sia il trentino Giordano Benedetti che l’italo-cubana Yusneysi Santiusti; sui 1500 metri femminili la romagnola Margherita Magnani è andata fuori in batteria.
I 400 metri ostacoli femminili hanno visto la diciannovenne italo-nigeriana Ayomide Folorunso uscire in semifinale, così come l’italo-cubana Yadisleidis Pedroso, mentre la friulana Marzia Caravelli non andare oltre le batterie.
Restando sugli ostacoli, i due siepisti il trentino Yuri Floriani e l’italo-marocchino Abdoullah Bamoussa non sono riusciti a qualificarsi per la finale dei 3000 metri siepi.
Il primatista italiano dei 400 metri il veneto Matteo Galvan, sulla cui distanza è uscito in batteria, ha fatto meglio sui 200 metri (dove escono nelle batterie sia il piemontese Davide Manenti che l’italo-nigeriano Eseosa Desalu) in cui è arrivato sino in semifinale (stesso risultato ottenuto dall’italo-ghanese Gloria Hooper); eliminata in batteria sui 400 metri l’italo-nigeriana Maria Benedicta Chigbolu.
Fuori nelle fasi di qualificazione: entrambi i triplisti il laziale Fabrizio Donato e l’italo-ucraina Dariya Derkach, l’astista laziale Sonia Malavisi, il martellista piemontese Marco Lingua e l’altista trentino Silvano Chesani.

 

Foto di FIDAL COLOMBO/FIDAL

 

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