Nel segno del girone F.
Ieri, martedì 14 giugno, la quarta giornata degli Europei francesi (la quinta, se si conta anche la partita inaugurale del 10 giugno) è stata interamente dedicata al primo giro di gare nel sesto e ultimo raggruppamento del torneo. Oggi il menu dell’Europeo torna al trittico giornaliero di partite per iniziare il secondo giro. Prima, però, si è divertito a far registrare la seconda sorpresa negativa nel lotto delle grandi.
Esattamente tre giorni dopo la scivolata dell’Inghilterra di Hogdson arriva anche quella del Portogallo di Fernando Santos: e, proprio com’è successo ai britannici, non si tratta di una debacle, ma di un mezzo passo falso, reso però un po’ più grave di quello inglese dal fatto che è stato compiuto con un’esordiente assoluta della fase finale degli Europei, a detta dei più la vera cenerentola del torneo, l’Islanda. Almeno fino a ieri sera: la partita delle 21.00 dello stadio “Geoffroy Guichard” di Saint Etienne in un certo senso è servita a dimostrare che la debolezza degli islandesi probabilmente è una leggenda come quella dell’aspetto mostruoso dei vichinghi.
Del resto, bastava ricordarsi quali squadre i freddi isolani del Nord sono riusciti a mettersi alle spalle nella fase preliminare, senza timori reverenziali – la Turchia e l’Olanda, quest’ultima addirittura estromessa dalla competizione -, per diffidare da subito da certe attese. E senza timori reverenziali, gli uomini del duo Hallgrímsson-Lagerbäck hanno affrontato il ben più titolato Portogallo di Cristiano Ronaldo, e ne hanno frenato la marcia, tendendo loro una trappola mortale di ghiaccio: i lusitani in un certo senso erano come il Titanic, scintillante di fuochi pirotecnici dopo il fin troppo agevole gol di Nani al 31’; i misteriosi vichinghi venuti dalle tenebre boreali, invece, l’icerberg implacabile che aspettava di spuntare a tradimento per affondare la lussuosa nave.
E questo è successo esattamente al 50’: pareggio (glaciale, inaspettato) di Bjarnason, e da quel momento in poi, per magia o per destino, le trame d’attacco dei rossoverdi hanno cominciato a fare acqua. E per poco non c’è scappato lo storico sorpasso islandese.
Per una grande che delude, nello stesso girone c’è una nobile decaduta che risorge da un passato lontano: parliamo dell’Ungheria, regina del calcio europeo in tempi remoti (dagli anni ’30 ai ’50), che batte l’Austria nel derby asburgico di Bordeaux (Stade Bordeaux-Atlantique) e si porta In testa al gruppo, da sola. Gli eroi magiari della gloriosa giornata burdigalense sono Szalai al 62’ e Stieber all’87’.
PORTOGALLO-ISLANDA 1-1
Portogallo (4-3-3): Rui Patricio; Vieirinha, Pepe, R. Carvalho, Guerreiro; Danilo, Moutinho (71′ R. Sanches), Gomes (84′ Eder); Nani; Cristiano Ronaldo, João Mário (76′ Quaresma).
A disp.: Lopes, Eduardo, Bruno Alves, Fonte, Rafa, Eliseu, Soares, Silva, W. Carvalho,.
CT. Santos.
Islanda (4-4-2): Halldorsson; Sevarsson, R. Sigurdsson, Arnason, Skulason; Gudmundsson (91′ T. Bjarnason), Gunnarsson, G. Sigurdsson, B. Bjarnason; Sightorsson (81′ Finnbogason), Bodvarsson.
A disp.: Kristinsson, Jonsson, Hauksson, Hermannsson, Ingason, Magnusson, Traustason, Hallfredsson, Sigurjonsson, Gudjonsen.
CT. Lagerback.
Marcatori: 31′ Nani (P), 50′ Bjarnason (I).

