Partecipa a Notizie Nazionali

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

Giro d’Italia, è olandese la prima maglia rosa

Dumoulin signore della crono

Condividi su:

Non esiste la maglia arancione.

Nel giro d’Italia quella che si avvicina di più a questa tinta è la rossa, che veste il leader della classifica a punti; e poi, a parte la maglia rosa, quella del primato in classifica generale, che è tale per un doveroso omaggio al quotidiano che fondò la corsa (La gazzetta dello sport, il principale giornale sportivo nazionale), ci sono la bianca, riservata al leader della classifica dei giovani, e l’azzurra, per chi si trova in testa alla classifica scalatori.

Quest’ultima, ci viene da supporre, è un richiamo al colore che in altri sport è simbolo di italianità (si pensi al calcio), e dunque, anche se spezza quella simmetria perfetta che fino al 2012 c’era tra le tre maglie da campioni specialisti e i colori dell’italica bandiera (ricordiamo che la maglia azzurra va a sostituire, per interessamento della Banca Mediolanum, quella verde, introdotta nel 1974), concettualmente non scardina uno schema cromatico generale evocativo.

Dunque, dicevamo, non c’è traccia di maglia arancione nella corsa ciclistica a tappe che ha per teatro le contrade del Bel Paese: eppure la prima maglia rosa del giro d’Italia 2016 ha un cuore profondamente arancione. Quello di Tom Dumoulin, corridore olandese del team tedesco Giant-Alpecin, che si è aggiudicato la prima frazione del giro giocando in casa, in tutti i sensi. In primo luogo perché aveva l’occasione di competere nella sua vera specialità, la corsa a cronometro; in secondo luogo perché, geograficamente, era proprio a casa sua, nella sua patria: in Olanda, il Paese dei tulipani, il paese arancione.

Da lì, infatti, più precisamente dal circuito di Apeldoorn (capoluogo della provincia di Gheldria) ha preso il via l’edizione n. 99 della corsa. Dumoulin è riuscito ad aggiudicarsi prima tappa e prima maglia rosa (e va bene: facciamo rosa-arancio…) coprendo il percorso di 9,8 km nel tempo-record di 11’3’’. Dietro di lui lo sloveno Roglic della Lotto NL ad un solo centesimo di secondo. Seguono il costaricano Amador della Movistar con 6 secondi di ritardo e lo svedese Ludvigsson della Giant-Shimano, con 8. Il primo degli italiani in graduatoria è Moreno Moser della Cannondal, sesto a 12 secondi.

Lo svizzero Cancellara (Trek-Segafredo), all’ultima stagione da professionista, si piazza onorevolmente ottavo con 14 secondi di distacco (ma non era un mistero che quest’oggi puntasse al podio più alto). Bene anche l'attesissimo Vincenzo Nibali, sedicesimo e con 19 secondi da recuperare. Attesissimo, ma non subito: la sua corsa non iniziava certo oggi. Potrebbe, invece, continuare il momento d’oro di Dumoulin, visto che ancora fino a domenica la carovana rosa biruote seguiterà a marciare lungo le strade olandesi.   

A Roglic va la prima maglia rossa della competizione,  a  Ludvigsson la prima maglia bianca. Nella tappa di domani (Arnhem-Nimega, 190 km) si assegnerà anche la prima maglia azzurra.

Condividi su:

Seguici su Facebook