“Il più grande e innovativo mercato criminale in Europa”.
Di cosa parliamo? Del traffico e della produzione di droga. Secondo i dati del rapporto 2016 dell’Oedt (Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze), diffusi dall’Europol (l’Ufficio europeo di polizia), il business degli stupefacenti costituisce “la minaccia fondamentale per la sicurezza interna nella Ue”. E per una ragione molto semplice: esso “si intreccia ad altre forme di criminalità e perfino (come si poteva sospettare, ndr) al terrorismo”.
Il rapporto non manca di evidenziare l’evidente connessione della crescita di tale mercato con i cambiamenti dovuti alla globalizzazione e alle nuove tecnologie: i gruppi criminali, infatti, si mostrano pronti a sfruttare "le opportunità offerte da un accesso rapido e immediato all’informazione, grazie a Internet, e dalla crescita del commercio internazionale”. Una giusta attenzione, poi, viene anche riservata alla geografia del problema: si tenta una mappatura della "via della droga”, per così dire: “La produzione e il traffico di stupefacenti sono concentrati in determinate aree geografiche, sia in Europa che nel resto del mondo; per quanto riguarda il Vecchio Continente, rileviamo che sono attive da tempo in questo settore, ma ne stanno emergendo di nuove (ad esempio il traffico di eroina attraverso il Caucaso meridionale)”
Come rendere gestibile la minaccia, visto che arginarla richiederebbe una strategia non certo a breve termine? Il direttore dell’Agenzia, Robert Mark Wainwright, suggerisce come sia “essenziale la cooperazione transfrontaliera delle forze di sicurezza”.
Ma in sostanza se, per ipotesi, dovessimo quotarlo in Borsa, quanto varrebbe il mercato della droga del Vecchio Continente? “Almeno 24 miliardi l’anno”, risponde Wainwright. Siamo chiaramente a livelli extra-calcistici: una vera e propria galassia di denaro, che serve, com’è più che evidente, a molteplici scopi criminali: tra essi “il traffico di esseri umani” (che poi si lega, com'è ovvio al mercato della prostituzione, al traffico di organi e al neoschiavismo) e, come dicevamo, “le attività terroristiche”.
E 24 miliardi è la cifra che ricorre anche nel rapporto Ue dedicato all'emergenza sociale correlata alla droga nel territorio dell’Unione: per Bruxelles, infatti, tanti ne spendono gli europei ogni anno “per l’acquisto di droghe illecite”.

