Serie A, l’Inter non molla in vetta

Impresa del Bologna a San Siro, è sempre panzer-Juve

pubblicato il 07/01/2016 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Emanuele Giaccherini in azione col Bologna

6 gennaio. Mentre la Befana porta carbone, i Re Magi offrono oro, incenso e mirra. E poi c’è il “Re Mago infiltrato” della serie A, che porta…  birra alla ripresa del campionato dopo la pausa-Natale, e così dona brio e frizzantezza al turno dell’Epifania.

Ma nessuno sconvolgimento: l’Inter è sempre lì, appiccicata alla vetta, e sono al loro posto anche Fiorentina e Napoli, e poi la Juventus, a tallonarla. Perde un colpettino la Roma, ma non è certo il crollo di un tetto semmai di una tegola. E comunque si può ben dire che Garcia è uscito indenne da un’altra burrasca.

Dunque l’Inter resta capolista, espugnando il campo di Empoli col più classico dei suoi risultati-vittoria: ad assicurare alla manciniana i 39 punti ci pensa Mauro Icardi al 46’, e non occorre altro.

Capitolo inseguitrici. La Fiorentina passa agevolmente al “Barbera” di Palermo, grazie alla doppietta di Ilicic (18’ e 42’) e al gol  di Blaszczykowski al 93’. Viola sempre ad un punto dai nerazzurri di Mancini; si fa sempre più critica invece, la posizione dei rosanero di Ballardini, che solo Gilardino prova a tenere a galla, segnando la sua duecentodiciannovesima rete in massima serie al 77’.  I numeri della classifica, però, parlano chiaro: 18 punti, solo due più del Genoa  e tre più del Frosinone terz'ultimo.

Tiene botta anche il Napoli, che nella gara delle 20.45 al "San Paolo" liquida il Torino con un primo tempo da vero dominatore, e non perde terreno rispetto alla Fiorentina. Tutta la storia della gara, in effetti, si condensa nei primi 45’, con i due gol partenopei, segnati da Insigne al 16’ e da Hamsik al 41’, e quello del Torino, il momentaneo pareggio di Quagliarella su rigore al 33’. Nella ripresa l’evento più significativo è forse l’espulsione simultanea dei due allenatori, Ventura e Sarri, al 72’.

E poi la Juventus subito col vento in poppa nella sfida casalinga contro il fanalino Verona. Partita chiusa già nel primo tempo, con i gol di Dybala all’8’ e Bonucci al 45’; nella ripresa Zaza, all’82’, dà l'ultima, definitiva mandata alla serratura. Per l'Allegra Armata la vetta resta a tre punti.

Pirotecnico il pareggio del “Bentegodi” tra Chievo e Roma. Per la squadra di Garcia il nuovo anno inizia con la stessa firma-gol che aveva chiuso il vecchio, e cioè quella di Sadiq, al 7’; curiosamente, alla sua marcatura è seguita, al 37’, quella di Florenzi, il centrocampista che, nella partita pre-Natale col Genoa, con la sua rete aveva preceduto la prima assoluta del nigeriano. Poi inizia lo show dei pandorini padroni di casa, che dimezzano con Paloschi al 44’ e pareggiano con Dainelli al 58’. Al 71’ la Roma si illude di poter portarsi a casa il bottino pieno con il nuovo vantaggio di Iago Falque, ma ci pensa Simone Pepe, all’86’, a vanificarlo e a fissare il risultato sul 3-3. I giallorossi, a 33 punti, restano ancora al quinto posto. Chievo a 23, a braccetto con la Sampdoria.

Al di fuori delle alte sfere, possiamo ben dire che l’impresa più importante della giornata è stata quella del Bologna, vincitore al “Meazza” contro il Milan. Più che una vendetta, un monito dell’ex Donadoni: il lampo di Giaccherini all’82’, uno squarcio di luce in mezzo alla nebbia di idee di "San Siro", nel momento stesso in cui la punisce sembra voler lanciare un promemoria alla squadra rossonera. E cioè che, digerito e accantonato il traumatico esperimento-Inzaghi, per la guida tecnica è tempo di provare a pescare ancora tra le vecchie, gloriose bandiere italiane del Milan berlusconiano, a patto che la loro identità di conducatores sia ben consolidata. E in questo senso Donadoni non dovrebbe far rimpiangere troppo Ancelotti, il penultimo allenatore vincente del Milan, e prima ancora leggenda milanista in senso assoluto. Per il momento, comunque, il trainer felsineo si gode i suoi bei 22 punti ed una quota-tranquillità che si consolida di domenica in domenica.

L’Udinese riprende il suo cammino con la stessa ritrovata energia con cui era giunta alla sosta. Al “Friuli” nella calza dei bianconeri di Colantuono ci sono 24 punti e l’aggancio all’Atalanta, proprio la vittima del giorno della Befana, piegata  grazie ai gol di Thereau al 23’ e Perica al 47’. Evidentemente alla truppa di Reja le vacanze non sono servite a smaltire il trauma della sconfitta interna contro il Napoli. Sicché, con un intero tempo a disposizione, gli orobici non sono riusciti ad andare oltre il dimezzamento dello svantaggio, con un gol di D’Alessandro al 75’.

Sempre garibaldino il Frosinone che, delle squadre che attualmente occupano le tre piazze-retrocessione, si può certamente definire la più spettacolare. Agli ernici riesce di fermare il Sassuolo a Reggio Emilia. Drammaturgicamente si è trattato di un doppio botta-e-risposta, dal momento che al ciociaro Dionisi, in gol al 16’, ha replicato Defrel  al 22’, e poi il nuovo vantaggio ospite con Ajeti al 45’ è stato annullato al 74’ da Falcinelli, che segna il primo gol in campionato e consente agli estensi di agganciare il Milan a 28 punti.

Unico 0-0 della giornata è quello di Roma tra Lazio e Carpi: un’aspirina, ma solo per i menottiani sempre penultimi.

 

 

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