Sebastian Vettel ce l'ha fatta anche questa volta, nel Gran Premio di Suzuka, a posizionarsi sullo scalino più alto del podio, nonostante non lo avrebbe detto nessuno, nonostante in pochi c'avrebbero scommesso.
In pochi, poiché Vettel non è certo partito bene e si è ritrovato terzo, oltretutto coinvolto in un contatto con Hamilton, che ha causato il ritiro di quest'ultimo per danni alla vettura (definita "inguidabile"). Eppure Vettel non si è rassegnato e, giocando di strategia e preservando le gomme per tenersele ottime alla fine, è riuscito a sopraggiungere Webber e poi Grosjean.
Il capo scuderia è convinto di avere la vittoria in pugno, ma intanto la RedBull, prima della presunta “festa grande” della prossima gara, si gode anche la doppietta, dal momento che Mark Webber, con un sorpasso su Grosjean al penultimo giro, firma la seconda posizione, rigorosamente blu.
Terzo posto per Grosjean, autore di una gara spettacolare su una Lotus carica e inedita, nonché fautore di una partenza tra le più belle, con scatto dalla terza posizione e guadagno del primo posto, indiscutibile fino al rientro ai box per il cambio gomme, quando, poi, è scivolato secondo.
Due posti dietro, sul quarto scalino virtuale (immaginarselo fa più scena!) c'è Fernando Alonso, non autore di una partenza brillante come suo solito, ma caparbio il giusto da mettersi i muscoli in modalità on e fare una bella gara di rimonta, con sorpasso su Felipe e tentativi su tentativi di sorpasso su Hulkemberg, senza, però, riuscirci.
L'altra Ferrari di Massa, dal canto suo, inizialmente prometteva punti importanti per la classifica costruttori, se non fosse che negli ultimi 15 giri è scivolata gradualmente in decima posizione.
Gara rovesciata e ribaltata, come si poteva prevedere.
Un Giappone caloroso e squisitamente imprevedibile, ma una certezza incrollabile: sarà la prossima la gara assolutamente decisiva.
