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Una scoperta sul sonno: è meglio non restare svegli troppo a lungo

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Uno studio condotto da scienziati kuwaitiani ha scoperto che anche un solo giorno di mancanza di sonno può scatenare una grave condizione infiammatoria nell'organismo. Numerose ricerche hanno concluso che un sonno sufficientemente abbondante e di buona qualità è estremamente importante per la salute. Tuttavia, a causa delle attività quotidiane e dello stress, le persone tendono a ridurre un po' questo ritmo, ma non è raro che il ciclo del sonno di qualcuno venga radicalmente interrotto.

Gli scienziati dibattono se questo possa essere sostituito o meno, ma un nuovo studio avverte ancora una volta che non vale la pena interrompere il sonno. Gli esperti del Dasman Diabetes Institute in Kuwait hanno scoperto che anche una sola notte di mancanza di sonno può avere un impatto negativo significativo sul sistema immunitario, contribuendo potenzialmente a patologie come obesità, diabete e malattie cardiache. Secondo gli esperti, sebbene vi siano già numerose prove che la privazione del sonno causi problemi di salute, si sa ancora poco sui meccanismi specifici: ad esempio, non ci sono informazioni su come la privazione del sonno possa portare a un'infiammazione sistemica, ovvero a un'infiammazione che colpisce più parti del corpo, peggiorando ulteriormente la salute delle persone. I ricercatori hanno quindi cercato di comprendere gli effetti della privazione del sonno sulle cellule immunitarie circolanti, i monociti, e il modo in cui ciò si collega all'infiammazione sistemica. I monociti sono grandi leucociti, o globuli bianchi, che svolgono un ruolo fondamentale nella difesa immunitaria innata. Ciò costituisce la prima linea di difesa dell'organismo contro gli agenti patogeni invasori. Negli esseri umani esistono tre sottogruppi di monociti: il classico, il non classico; e l’intermedio.

I monociti non classici pattugliano il sistema vascolare e i tessuti extravascolari e utilizzano segnali infiammatori per regolare la risposta immunitaria dell'organismo. I ricercatori hanno arruolato 276 adulti sani kuwaitiani con diversi indici di massa corporea. Di questi, 237 hanno completato lo studio. Gli esperti hanno analizzato le abitudini del sonno dei soggetti e monitorato la loro composizione ematica, concentrandosi principalmente sui livelli di diversi sottogruppi di monociti e sui marcatori infiammatori.

Secondo uno studio pubblicato su The Journal of Immunology, i partecipanti obesi avevano una qualità del sonno significativamente peggiore rispetto ai partecipanti magri e presentavano anche livelli più elevati di infiammazione cronica di basso grado nel loro corpo. Rispetto ai loro coetanei, presentavano anche più monociti non classici nel sangue, il che era correlato alla qualità del sonno e ai marcatori infiammatori.

In un'altra parte dello studio, cinque adulti magri e sani hanno prelevato campioni di sangue durante un periodo di privazione del sonno di 24 ore. Qualche giorno dopo, dopo essersi riposati, venne loro prelevato un altro sangue. I ricercatori hanno scoperto che anche questo singolo episodio di privazione del sonno ha aumentato la quantità di monociti nel sangue (un valore che si è avvicinato a quello dei volontari obesi che dormono poco), il che può scatenare l'infiammazione (i risultati sono descritti in dettaglio in Science Alert). Secondo gli esperti, poiché le strutture sociali rendono difficile anche solo seguire il consiglio di dormire di più, il risultato richiama l'attenzione su un problema di salute pubblica. Secondo Fatema Al-Rashed, autrice principale dello studio, è stato dimostrato ancora una volta che diversi fattori, come ad esempio troppo tempo trascorso davanti agli schermi e cambiamenti nelle norme sociali, influiscono negativamente sulla qualità del sonno e, di conseguenza, sulla salute. Gli esperti sperano anche di scoprire se diverse terapie, come la terapia del sonno, possano aiutare a rafforzare il sistema immunitario. Secondo i ricercatori, ciò potrebbe in futuro ridurre lo sviluppo di malattie cardiovascolari e diabete e potrebbe avere anche un effetto benefico sull'obesità.

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