La scienza spiega l'anima.

Fisica quantistica: il corpo è un contenitore che muore, la coscienza è immortale

pubblicato il 28/07/2014 in Scienza e Tecnologia da Veronica Murru
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Veronica Murru

Il fisico teorico Henry P. Stapp, dell'University of California Berkeley, ha spiegato al “Navigatore Curioso.it” perché l'anima esiste. Secondo lo studioso avere fede nell'anima non è ascientifico.

Uno tra i tanti interrogativi che ha tormentato da sempre gli esseri umani è l'esistenza o meno dell'anima. Nessuno l'ha mai vista oppure, se è successo, nessuno l'ha mai riconosciuta razionalmente. Ieri esisteva la metafisica che indagava su cose che sono al di là della fisica. Oggi è la quantistica ad occuparsi di definire quei fenomeni che il determinismo fisico non riesce a spiegare.
Esistenza dell'anima, immortalità, vita dopo la morte, non sono più concetti legati soltanto alla teologia. Ma allora sorge spontanea una domanda: come fa lo scienziato a studiare “l'invisibile”? Secondo la fisica quantistica della coscienza, il mondo fisico e quello mentale sono legati in modo vitale. Gli studiosi Stuart Hameroff e l'inglese Roger Penrose, hanno affermato che le anime si trovano in particolari locus, chiamati microtubuli, che sono a loro volta contenute nelle nostre cellule cerebrali. Essendo il cervello una sorta di computer biologico, è strutturato da una rete di informazione sinaptica composta da miliardi di neuroni. Ma cosa è la coscienza? È il risultato della interrelazione tra le informazioni quantiche e i microtubuli. Quando avviene la morte corporea, cioè del contenitore d'anima, i microtubuli non possiedono più lo stato quantico, ma quelle informazioni perse restano in vita e tornano alla sorgente, cioè al cosmo. Un esempio, dicono gli studiosi di quantistica, sono le esperienze pre-morte, che ci mostrano, con le testimonianze di chi l'ha vissuta, l'esistenza della vita oltre la morte. In quei casi avverrebbe una breve separazione dell'anima dai microtubuli, che smettono per un certo lasso di tempo di funzionare, per tornare poi a legarsi successivamente.
Non serve dirlo, sono ancora studi teorici, le cui basi sono lontane dal empirismo su cui si fonda la matematica classica. Ed è per questo che gli scettici non accettano queste teorie al limite della scienza o, come dicono alcuni, della fantascienza. I buddisti e gli induisti parlano di integrazione dell'anima nell'universo al di fuori di regole spazio-temporali. Forse l'evolversi delle teorie quantistiche potrebbero spiegarci più razionalmente quello che le religioni hanno sempre chiamato "anima", riducendo la separazione netta che esiste tra la fede e la ragione. Ed il vero razionalista accetta il possibile e l'impossibile, conferma ciò che sa spiegare e non disconferma ciò che non conosce.

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