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Terremoti, puntare su una «prevenzione adeguata»

È il monito dell’INGV in occasione dell’anniversario del sisma del centro Italia

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L’Italia è tra gli Stati più sismici al mondo. La storia ci riporta moltissimi ricordi di terremoti che hanno devastato territori portando alla morte anche di migliaia di persone. Alcuni di questi hanno segnato in maniera irreversibile la storia dei luoghi in cui sono avvenuti. Accanto ai danni del sisma esiste, purtroppo, una vasta letteratura su carenze degli apparati statali e ricostruzioni infinite. È la storia del passato, l’Irpinia è probabilmente il maggiore, e anche del presente. A partire dagli ultimi due maggiori sismi che hanno colpito l’Italia: L’Aquila e il centro Italia, epicentro Amatrice. 

Siamo ormai nelle ore dell’anniversario del sisma che devastò Amatrice, colpendo larga parte del centro Italia, la notte tra il 24 e il 25 agosto 2016. Sette anni dopo la cronaca ci riporta la notizia dei rallentamenti nella ricostruzione, delle mancanze. E impone riflessioni su quel che è stato e quel che deve essere per il futuro. È un monito che ci verrebbe già dal terremoto abruzzese del 6 aprile 2009 con quanto emerso dai comportamenti della Commissione Grandi Rischi. Essendo l’Italia un Paese sismico i “Grandi rischi” vanno valutati ed è necessario mettere in campo ogni possibile atto preventivo e di messa in sicurezza. È ovviamente impossibile sapere con assoluta certezza, l’accusa rivolta contro chi ha denunciato la commissione dopo il terremoto aquilano e il processo conseguente che nulla c’azzecca con la realtà reale dei fatti, ma è possibile e doveroso comprendere la situazione – se non fosse possibile non esisterebbe una Commissione “Grandi Rischi” – e prevenire. Non si può sapere prima quando ci sarà ma si sa che potrà esserci. E, quindi, comportarsi di conseguenza. 

Sulla necessaria e doverosa prevenzione è intervenuto in queste ore il presidente dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) Doglioni. Il terremoto di sette anni fa è «una ferita che deve ancora rimarginarsi,che ci ha insegnato moltissimo e che stimola quotidianamente l'Ingv a implementare reti di monitoraggio e sorveglianza sismica – ha dichiarato Doglioni - i terremoti torneranno, non c'è possibilità di fermarli» ma  «dobbiamo poterci difendere tramite una prevenzione adeguata» e «vale la pena investire nella loro comprensione, studiare la Terra è un investimento per il futuro». 

 

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