Facebook supera Twitter con prove di 'secondo schermo'

Lo dimostra la società britannica SecondSync

pubblicato il 11/02/2014 in Scienza e Tecnologia da Angela Menna
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Angela Menna

Stare seduti sul divano, afferrare il cellulare o l’iPad, precipitarsi ad esprimere la propria opinione sugli eventi in corso su Twitter, è diventata un'abitudine assai comune.
A volte, il sito di microblogging diventa addirittura “l’unico schermo”, come è accaduto per Master Chef Italia. Divenuto a pagamento, sul canale criptato di Sky, gli ex spettatori frustrati hanno ovviato al problema aggiornandosi via Twitter attraverso l’hashtag #Masterchefit. A quanto pare, però, non c’è solo Twitter a fungere da applicazione preferita per il “secondo schermo”. Uno studio congiunto realizzato da Facebook e dalla società britannica di analisi di mercato SecondSync, sottolinea come anche il social network di Zuckerberg svolga un ruolo di primo piano in questo settore. Il white paper “Watching with friends ” prende in esame le abitudini di consumo di diversi programmi televisivi in Australia, USA e Regno Unito. L’analisi dei ricercatori ha dimostrato che Facebook serva, soprattutto, a commentare i palinsesti prima e dopo la messa in onda, e non durante. «Il 60% delle interazioni su Facebook, che riguardano uno show televisivo – scrivono, invece, gli esperti di SecondSync – hanno luogo nel corso della diretta».

Non tutti gli spettacoli televisivi vengono fruiti allo stesso modo: film, talk show di attualità ed eventi sportivi raccolgono il maggior numero di interazioni in tempo reale, mentre altri generi, come i telefilm e le fiction sono maggiormente commentati a posteriori. I commenti ai post rappresentano, invece, il tipo di interazione più diffuso; i “mi piace” hanno il ciclo di vita più lungo e continuano ad apparire ben oltre la fine dello show, mentre le “condivisioni” sono poco utilizzate. Per quanto riguarda le fasce d’età, il 60% di coloro che usano Facebook sul secondo schermo, ha un età compresa fra 13 e 34 anni, un altro 20% si colloca fra i 35 e i 44 anni.  Non ci sono grandi differenze di genere, anche se la percentuale di donne sul totale aumenta sempre più col crescere dell’età. «La ricerca è interessante –  ha dichiarato Giampaolo Colletti, autore con Andrea Matera del libro “Social TV. Guida alla nuova tv nell’era di Facebook e Twitter”, - perché mostra come Facebook si stia impegnando per entrare nel business della social Tv, dove ci sono i grandi marchi, pronti a investire grosse somme in pubblicità». Situazione resa nota  anche dall’introduzione degli hashtag, copiati da Twitter e il potenziamento della chat. Sia Facebook che Twitter, però, devono fare attenzione: il settore è in continuo mutamento e l’arrivo di nuovi attori potrebbe cambiare gli equilibri. «In America – precisa Colletti – stanno assumendo sempre più importanza micro-community dedicate a questo tema, come GetGlue, che consente agli spettatori di effettuare il check-in ai programmi televisivi». 

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