Quel campione di sabbia che incastrò un terrorista

Quando l'unico testimone di un crimine è l'ambiente circostante

pubblicato il 26/05/2020 in Scienza e Tecnologia da Alfio Moscarella
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Alfio Moscarella

Mullaghmore, Repubblica d'Irlanda, 27 agosto 1979. Il diplomatico britannico Louis Mountbatten è a pesca di aragoste tra le acque di Donegal Bay. A bordo della sua imbarcazione -la Shadow V- sono presenti un giovane mozzo e cinque persone tra famigliari e amici. Sono le 11.30 circa e la Shadow V naviga nei pressi della costa quando un'improvvisa esplosione devasta l'imbarcazione, uccidendo lo stesso Mountbatten e altre tre persone. Due ore prima della tragedia, a un centinaio di chilometri dal luogo dell'esplosione, degli agenti di polizia fermano un'automobile rubata. Alla guida ci sono Francis McGirl e Thomas McMahon, noti membri dell'IRA (Irish Republican Army) un gruppo paramilitare in guerra contro la presenza britannica in Irlanda del Nord. Inizialmente i poliziotti non possono far altro che trattenere i due per furto d'auto, sebbene McGirl al momento del controllo si sia lasciato scappare una frase poco chiara come “non ho messo nessuna bomba”. L'affermazione del terrorista, tuttavia, assume presto un significato preciso alla notizia dell'esplosione. Questa volta i due vengono arrestati con l'accusa di omicidio. Ma il solo sospetto non è sufficiente a confermare la loro colpevolezza, è infatti necessario dimostrare il loro coinvolgimento nella strage di Mullaghmore. I detective incaricati del caso decidono allora di raccogliere campioni dalle suole degli stivali dei sospettati, repertando particelle di sabbia e vernice. I campioni vengono quindi inviati a Jim Donovan, consulente di scienze forensi per la Polizia Nazionale Irlandese e direttore di un laboratorio nello stesso dipartimento a Dublino. Studiando i campioni Donovan riesce non solo a riconoscere una somiglianza tra quelli provenienti dagli stivali e la sabbia nei pressi dell'attracco della Shadow V, ma individua una concreta somiglianza tra le particelle di vernice repertate e quella presente sui frammenti dell'imbarcazione. Stavolta le prove sono solide e contribuiscono a condannare definitivamente McMahon. Sorte diversa per McGirl, scagionato per mancanza di prove (i campioni prelevati dalle suole non risultano adatti alle analisi) nonostante la sua affermazione equivoca al momento del fermo, che non viene però giudicata come una confessione dalla Corte in quanto “non viene identificata nessuna barca in particolare”.

            Non ho raccontato questo evento di cronaca per mettere in evidenza quanto un cavillo legale possa scagionare una persona, piuttosto come la presenza/assenza di un elemento probatorio -ad esempio un campione di sabbia- possa essere decisivo nella condanna o assoluzione di un sospettato. Gli elementi ambientali rappresentano un dato molto utile e diffuso in ambito legale, e le consulenze di figure tecnico scientifiche come quelle dei geologi forensi, sono ampiamente richieste dalle autorità giudiziarie già dai primi decenni del secolo scorso. L'utilità di un dato ambientale si basa su un principio molto semplice: quando due corpi entrano in contatto, tende sempre a verificarsi un trasferimento di materiale. Non possiamo neanche immaginare quanto materiale si trasferisca quotidianamente sui nostri vestiti dall'ambiente circostante, e probabilmente non lo immaginava neanche McMahon prima che qualcuno leggesse gli indizi sui suoi stivali come fossero pagine di un libro aperto. Nonostante molti terreni possano sembrare identici ai nostri occhi, la loro struttura interna (composizione mineralogica, dimensioni delle particelle ecc) li rende unici quanto un'impronta digitale.

Repertazione di campioni di terra (da Fitzpatrick, 2009)

Un terreno nasce dalla degradazione di rocce preesistenti, queste possono essere infatti consumate e sgretolate da reazioni chimiche o eventi atmosferici di varia natura, tanto da ridurle a piccole particelle minerali. Le particelle in questione possono rimanere in posto o essere trasportate, i terreni che ne derivano si presentano quindi come un misto di corpuscoli minerali, ognuno con una propria struttura e un proprio chimismo. Le spiagge non fanno eccezione, la sabbia è composta da vari minerali trasportati dai fiumi e riversati in mare. Inoltre il moto ondoso accumula queste particelle sulla costa, insieme ai gusci di organismi di varie dimensioni che abitano il fondale.

Analisi di granelli di sabbia (da Huang, 2019)

Tuttavia, l'abilità di un geologo forense non sta solo nel classificare un campione di terreno ma nel risalire alle sue origini. Si vede spesso in film o serie tv, come questi particolari studi vengano effettuati da tecnici di laboratorio per mezzo di analisi chimiche, questa è però una condizione necessaria ma non sufficiente. La sola analisi chimica del campione prelevato dagli stivali di McMahon avrebbe restituito valori simili a molte spiagge della costa nordoccidentale irlandese, e in quel caso un avvocato difensore avrebbe potuto affermare che l'imputato si trovasse quel giorno su una qualsiasi spiaggia della regione, essendo stato fermato a più di cento chilometri dalla scena del crimine, insinuando quindi un dubbio in grado scagionarlo come accaduto con McGirl. Studiando quelle piccole porzioni di sabbia, l'abilità di Jim Donovan è stata quella di risalire alle rocce dell'entroterra che hanno originato i minerali, alla piccola fauna marina nei pressi della costa e alla forza del moto ondoso che ha smussato e depositato i granelli di sabbia di varia natura. Conoscendo la geologia e la geografia della zona, Donovan è quindi riuscito a dimostrare “al di fuori di ogni ragionevole dubbio” che McMahon si trovava esattamente sulla spiaggia di Donegal Bay poche ore prima dell'attentato.

             Quello dell'omicidio Mountbatten è solo uno dei numerosi casi giudiziari in cui la geologia forense ha assunto un ruolo rilevante se non decisivo nella loro risoluzione. Esistono particolari condizioni in cui gli investigatori devono ricorrere a metodi d'indagine poco ortodossi e l'unico, silenzioso testimone di un reato non è altro che il mondo naturale che ci circonda. In quei casi, le sole figure in grado di condurre un interrogatorio non sono detective ma scienziati specializzati, abituati a seguire delle “tracce” e a leggere i segnali complessi che la natura ci manda costantemente.   

 

Fonti per le immagini:

https://www.researchgate.net/publication/226788300_A_Systematic_Approach_to_Soil_Forensics_Criminal_Case_Studies_Involving_Transference_from_Crime_Scene_to_Forensic_Evidence

https://www.researchgate.net/publication/331575604_Fine_dust_emissions_from_active_sands_at_coastal_Oceano_Dunes_California?fbclid=IwAR3YDdhUSKri05FeJfB0Lvtz-PCYkbYVy_u8GrUrAANPWvPXJwq0XGYGCTE

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