L’identità personale e il selfie

I giovani e l’identità nell'era di Internet

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 11/02/2020 in Scienza e Tecnologia da maria luisa abate
Condividi su:
maria luisa abate

Martedì 11 febbraio, presso il Mediamuseum di Pescara, le classi di Enogastronomia IV sezione D e V sezioni B, D, F e G, dell’Istituto Alberghiero di Pescara, hanno partecipato ad un incontro con esperti quali: il Direttore del Dipartimento di Salute Mentale Sabatino Trotta, Raffaella Pia Papagno, psicologa e referente dell’Associazione DiversUguali; Chiara Rossi, assistente sociale del Centro di Salute Mentale Pescara sud; Laura Intilangelo, docente referente del #LaboratorioLetterario dell’Istituto Alberghiero e la scrittrice Clelia Patella, autrice del libro Selfie ad Arte, collegata in videoconferenza su “La molteplicità dell’identità- Il selfie nella società contemporanea”

Ha aperto i lavori la Dirigente Alessandra Di Pietro che ha parlato del perché la scuola ha portato avanti un lavoro che parla di un argomento così attuale e di grande interesse per i ragazzi:

“Obiettivo dell’incontro – ha detto la Di Pietro - è investigare il problema dell’identità nell’era di Internet, dunque le forme di socialità e i vari tipi di interazione sociale che s’instaurano attraverso la rete. Se la comunicazione telematica in genere ha portato al dissolvimento dei confini dell’identità intesa in senso tradizionale, appare interessante vedere come si determinano nuove identità fluide che agiscono all’interno della rete. Si tratta di maschere che ritroviamo nell’ossessione dei selfie, il nuovo must della comunicazione interpersonale”.

L’intervento del dott. Trotta ha piacevolmente impressionato i ragazzi presenti perché hanno visto e sentito un adulto, che parlava a loro giovani, ricordando le proprie esperienze giovanili che ancora sono, nonostante il tempo trascorso, simili alle loro.

“Non permettete a nessuno di rubarvi l’identità – ha detto il dott. Trotta - Fare i selfie significa sperare di ottenere tanti like e se i like si fermano allora si fa un altro selfie magari anche utilizzando programmi di modifiche fotografiche per apparire e farsi accettare. L’uomo non esiste, ma coesiste, bisogna avere integrazioni con l’altro differenziandosi e l’identità virtuale ha tante maschere con cui si può interagire. Viviamo lo stile di vita dell’apparire, della forma e non della sostanza. Da uno studio fatto, i selfie sono circa 93 milioni al giorno e ci si sente vivi se si sa di essere osservati perché abbiamo la necessità di sentirci osservati. Perdiamo di vista la sostanza ed entriamo in una falsa realtà. La vita vi riporterà in modo violento alla realtà e siete destinati a soccombere ammettendo il fallimento di una vita. Dovete sentire la responsabilità. Per sentirsi vivi non bisogna essere solo forma, ma sostanza.”

La Psicologa Papagno ha parlato dello stato dell’adolescenza e quali sono i problemi che comporta esserlo. I ragazzi hanno la necessità di costruirsi un’identità e crearsi un ruolo sociale, ma devono affrontare varie situazioni legate allo sviluppo fisico e mentale e all’educazione ricevuta con i bisogni legati all’età e i desideri di agire nonostante i timori e la diffidenza nell’aprirsi a nuovi legami.

In video conferenza Clelia Patella che ha scritto un libro Selfie ad Arte che è stata la conclusione di varie esperienze fatte in diverse mostre d’arte iniziate come un gioco.

Sono intervenute ancora sul problema Chiara Rossi assistente sociale del Centro di Salute Mentale Pescara sud e Laura Intilangelo, docente referente del #LaboratorioLetterario dell’Istituto Alberghiero che hanno parlato del progetto portato avanti dalla scuola e dell’importanza dell’argomento affrontato.

A condurre e moderare i lavori la giornalista Gigliola Edmondo. 

  • Argomenti:

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password