TECNOLOGIA – Arriva il cellulare a prova di agente speciale che è in grado di autodistruggersi. A svilupparlo è stato un gruppo di ricercatori della King Abdulla University of Science and Tecnology che ha sfruttato un particolare meccanismo legato ad uno strato di polemeri in grado di espandersi velocemente dal momento in cui il dispositivo viene esposto a temperature superiori agli 80°.
Non solo alte temperature però visto che lo stesso gruppo di ricercatori ha implementato il sistema permettendo di attivarlo da remoto o, in alternativa, esercitando una particolare pressione sullo stesso cellulare.
Una idea che fa pensare ai film d’azione più famosi e che potrebbe annoverare tra i clienti principale le agenzie d’intelligence, le multinazionali, le banche, fondi speculativi e tutte le organizzazioni impegnate nella gestione di grandi moli di dati.
I PRECEDENTI – L’idea però è nata diverso tempo fa quando l’agenzia governativa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti aveva già commissionato dei dispositivi in grado di autodistruggersi. Sulla stessa lunghezza d’onda anche la Boeing che, qualche anno fa, aveva cominciato a sperimentare un cellulare Android in grado di autodistruggersi in caso di manomissione.
Insomma non è escluso che le scene viste in Mission Impossible con Tom Cruise che fa il briefing grazie ad un paio di occhiali da sole che esplodono letteralmente al termine del video in cui è spiegata la missione.

