Universo Social: Facebook e i buoni propositi per il nuovo anno

Dalla lotta alle bufale al viaggio negli Stati Uniti di Zuckerberg

pubblicato il 10/01/2017 in Scienza e Tecnologia da Danilo Di Laudo
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Danilo Di Laudo

SOCIAL NETWORK – Secondo quanto riportato dalle righe di Wired, il 2017 potrebbe essere un anno campale per quanto riguarda il social network più famoso al mondo e per il suo fondatore Mark Zuckerberg.
La fine del 2016, al contrario, si è rivelata essere terreno fertile per la presa in carico di consapevolezze che erano ormai apparse evidenti per lo più agli utenti.

La prima di queste prese di coscienza è stata di certo quella di aver compreso la vera potenzialità del mondo blu, considerandolo sotto tutti gli aspetti una media company visto che, finalmente e dopo diverso tempo, il fondatore Zuckerberg ha ammesso di essere consapevole che abbiamo una responsabilità più grande della costruzione di una tecnologia attraverso la quale l’informazione semplicemente scorre.

Molti potranno pensare: si l’informazione, d’accordo, ma le bufale che proliferano incontrollate? In questo senso la soluzione è bella che pronta: la lotta alle bufale. Secondo Zuckerberg questa sarà la prima vera battaglia da affrontare anche se, sul fronte italiano l’Antitrust gli ha già regalato una bella mano affermando che i privati non possono tenere sotto controllo l’informazione e che stanno già compiendo a pieno il proprio lavoro.

Ciononostante Facebook dovrebbe prevedere, nei prossimi mesi, la creazione di organismi nazionali indipendenti atti proprio alla supervisione delle informazioni diluite sul social. Proprio in questo senso, infatti, si sta muovendo la piattaforma con lo sviluppo di nuovi strumenti, sottoposti per il momento a dei test, che dovrebbero essere in grado di effettuare operazioni di organizzazione e controllo.

LA PUBBLICITA’ COME STRUMENTO? – Sempre tra gli strumenti in via di sviluppo potrebbe esserci l’inserimento di video commerciali all’inizio o nel mezzo dei video fruibili da ogni utente. I vertici dell’azienda non fanno mistero sul fatto che, tra qualche anno, la piattaforma potrebbe essere occupata interamente dai informazioni sotto formato video e partendo da una simile considerazione si è già pensato di concedere agli investitori maggiori profitti vendendo dei frammenti di pubblicità da incorporare durante la fruizione delle immagini.

Le fonti sono ancora nebulose però in questo senso visto che si parla di almeno 20 secondi a disposizione con un guadagno, per gli editori, di un 55% delle vendite.

Quello che sembra si voglia fare, insomma, è capire quanto sia efficace una pubblicità visiva di questo tipo rispetto alla lettura di un singolo articolo da parte dell’utente medio.
Prima però di arrischiare dati su questo tipo di pubblicità Facebook ha lanciato la sottotitolazione automatica di tutto quello che si può vedere e ascoltare.

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