Tecnologia ed effetto Trump: Apple torna a produrre in America?

Intanto anche Facebook tenta di risolvere i propri problemi relativi a false notizie

pubblicato il 21/11/2016 in Scienza e Tecnologia da Danilo Di Laudo
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Danilo Di Laudo

TECNOLOGIA – In seguito alla ventata di nazionalismo giunta sugli Stati Uniti con l’elezione del 45esimo presidente Donald Trump sembrerebbe che grandi aziende a Stelle e Strisce debbano tornare ad impiantare la propria produzione sul suolo natio.
Non è un mistero che il colosso di Cupertino abbia le sue sedi produttive su territorio cinese da sempre ma, già in campagna elettorale Trump aveva dichiarato di voler costringere Apple a tornare a produrre i ‘suoi computer e le sue cose’ a casa.

Proprio per questo tra i grandi nomi che starebbero cercando nuove strade da percorrere per il rimpatrio ci sarebbe Apple che, secondo quanto riportato dai giornali di settore americani, avrebbe già avanzato richieste, ai propri partner come Foxconn e Petragon, di ricominciare a produrre proprio negli States andando incontro a costi non indifferenti.
Il prodotto che dovrebbe essere nuovamente assemblato in patria per il momento sembra essere solo l’iPhone ma le due aziende interessate sarebbero ferme su due piani diversi. Da un lato la Foxconn starebbe studiando delle possibili alternative mentre, dall’altro, Pentragon avrebbe risposto negativamente ad Apple temendo ingenti costi che, secondo voci di corridoio, potrebbero essere addirittura raddoppiati.

EFFETTO TRUMP SUL WEB – Anche dopo l’elezione ufficiale non si fermano le polemiche sugli eventuali brogli che avrebbero facilitato la vittoria di Trump. Secondo molti anche Facebook, indirettamente, avrebbe favorito l’esito elettorale con la pubblicazione di notizie false a favore del tycoon. A tal proposito è stato proprio il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg ha fatto sapere che si stanno prendendo misure per risolvere il problema della diffusione di notizie false.

''Dobbiamo fare attenzione a non scoraggiare la condivisione di opinioni o limitare l'accesso a contenuti accurati. Non vogliamo essere arbitri della verità, ma vogliamo poter contare su una comunità e su parti in cui abbiamo fiducia''. Con queste parole il giovane imprenditore americano ha concluso il suo intervento aggiungendo che si sta lavorando per rendere più facile l’individuazione di notizie false e per denunciarle.

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