Trent’anni fa l’Italia si connetteva a Internet

Nei giorni del disastro di Chernobyl il Bel Paese cominciava a vedere l’alba di una nuova era

pubblicato il 28/04/2016 da Danilo Di Laudo in Scienza e Tecnologia
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PISA – Era il 30 aprile 1986 quando un gruppo di scienziati italiani riuscì ad inviare il primo segnale elettronico, dalla sede del Cnr di Pisa, verso la stazione di calcolo di Roaring Creek in Pennsylvania. Pochi conoscono i nomi degli studiosi coinvolti nel che furono Stefano Trumpy, Luciano Lenzini, Antonio Blasco Bonito e Marco Sommani.
La non cnoscenza di questo avvenimento è facilmente speigabile visto che in quegli stessi giorni un grande disastro, di proporzioni mai viste e diametralmente opposto a quanto stava verificandosi a Pisa, aveva attirato l’attenzione dei media nazionali e internazionali: l’esplosione del reattore nucleare di Chernobyl.

Lo stesso responsabile del progetto, Trumpy, ha dichiarato all’Ansa che non avrebbero mai potuto prevedere quali potessero essere gli effetti sociologici e informativi del dilagare di questa nuova tecnologia.

L’intero studio duro anni e il progetto, condotto da Cnr-Cnuce, Italcable e Telespazio fu pensato negli anni settanta, periodo in cui la rete Arpanet – che si occupava della difesa militare statunitense – cominciava a muovere i suoi primi e decisi passi.

Il collegamento tra Italia e America avvenne soprattutto in seguito all’utilizzo della rete satellitare atlantica Satnet – come afferma l’Ansa dalle sue righe.
Un progetto così avveniristico ebbe però costi enormi, si parlava di circa 500 milioni di dollari per il primo step che, non restituì  risultati sperati visto che si dovette cambiare hardware prima ancora di partire.

Tuttavia, probabilmente il caso, volle che il governo a Stelle e Strisce decise di regalare al progetto i nuovi componenti necessari prima che il team italiano decidesse di lasciar perdere del tutto i sogni di gloria.

In quel periodo l’Italia, seguendo i dati riportati dall’agenzia nazionale, era al quarto posto in Europa a livello tecnologico dietro solo a Gran Bretagna, Norvegia e Germania. Un dato che fa pensare visto che oggi, a distanza di tre decenni, il Bel Paese si trova invece in quart’ultima posizione in materia di utilizzo e diffusione della rete.

È interessante leggere come il Trumpy dichiari all’Ansa che il terreno perso nel corso di questi anni si possa tranquillamente recuperare ma a una condizione: la messa in campo di energie a tutti i livelli, dalle scuole ai posti di lavoro, trovando una collaborazione proficua tra pubblico e privato.
Un cenno a questa ricorrenza anche da parte del premier Renzi il quale ha parlato di numerose iniziative nelle scuole per ricordare il giorno in cui anche l’Italia approdò nello sconfinato terreno di Internet.

Inoltre il presidente, domani 29 aprile, lancerà da Pisa – città simbolo di questa nuova rinascita verificatasi in Toscana come secoli prima – il primo bando per quanto riguarda la banda larga.

Immagine Digital News

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