Partecipa a Notizie Nazionali

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

Un miliardo di persone nel mondo non ha un bagno

L'OMS rivela che l’uso del bagno e dell’acqua potabile nel mondo è molto ridotto

Condividi su:

Mentre il virus Ebola continua a mietere vittime, quasi un miliardo di persone non hanno accesso all'utilizzo del  bagno , rivela un rapporto annuale dell'OMS. (Organizzazione Mondiale della Sanità) sull’accesso all’acqua potabile e ai sanitari. Sono stati fatti appelli alla Nigeria affinché la popolazione  cessi la pratica di defecare all’aperto  per timore che il virus  si propaghi tramiti i liquidi organici per via aerea.     In Liberia il paese più colpito dal terribile virus quasi più della metà della popolazione, circa quattro milioni di persone,  non usa la toilette.   In Sierra Leone, altro focolaio dell’epidemia la proporzione è stimata per il 28% della popolazione.  Sono stati fatti dei progressi nell’accesso all’acqua potabile e ai sanitari sottolinea il rapporto, ma la mancanza di finanziamenti continua a limitare questi passi avanti.   Nell’Africa  subsahariana, dove il 25% della popolazione non usa il bagno si stima che un bambino muore ogni due minuti  dopo aver  bevuto dell’acqua non potabile a causa della mancanza dei sanitari e di igiene.  Su questo miliardo di persone senza accesso alla toilette , 825 milioni sono concentrati in soli 10 paesi , cinque in Asia con l'lndia largamente in testa con 597 milioni di persone , seguita dall'Indonesia, Pakistan,  Népal  e  Cina 10 milioni. In Africa le situazioni critiche sono in   Nigeria (39 milioni)  l'Étiopia, il  Sudan, il  Niger e il  Mozambico (10 milioni). "E’ tempo di agire noi non conosciamo ancora quale sarà l’agenda dello sviluppo dopo il 2015  ma sappiamo che l’acqua e i sanitari  devono essere priorità chiare se vogliamo creare un futuro che permetta a tutti di beneficiare di una vita sana, dignitosa e prospera “ ha sottolineato Michel Jarraud,  responsabile dell’acqua all’ ONU e segretario generale dell’Organizzazione Metereologica mondiale”

Condividi su:

Seguici su Facebook