DISPENSA STELLATA Idee gourmet per ri-portare in tavola Zampone e Cotechino Modena IGP

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 11/02/2021 in Salute e alimentazione da Claudio DI Salvo
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Claudio DI Salvo

Dopo Natale, vietato buttare!

L’appello-slogan del format “Dispensa Stellata”, giunto ormai alla sua quarta edizione, si fa ancora più urgente in questo anno così difficile per l’economia mondiale.

 

È andato in scena  al ristorante “Esposizioni”, uno showcooking dedicato al riuso creativo delle eccellenze gastronomiche delle feste. L’obiettivo era quello di stimolare il consumo dei prodotti tipici del cenone o del pranzo di Natale anche “fuori stagione”, proponendo ricette gustose e originali, ideali per smaltire la dispensa, ma con creatività, strizzando un occhio alla normativa UE contro lo spreco alimentare.

 

Gli italiani hanno reagito con accortezza alle conseguenze della pandemia: più di una persona su due (54%) ha diminuito o annullato gli sprechi alimentari (dati Coldiretti/Ixe') adottando strategie che vanno dal ritorno in cucina degli avanzi ad una maggiore attenzione alla data di scadenza, fino alla spesa a chilometro zero.

Costretti a casa - tra lockdown e smart working - gli italiani, notorio popolo di “formichine”, hanno sviluppato una maggiore consapevolezza sul valore del cibo.

Il Natale, però, fa sempre eccezione. Le tavolate sono state bandite, ma il tripudio di piatti della tradizione – fortunatamente – no.

 

Se la dispensa è ancora piena, allora, svuotiamola con stile. L'occasione ce l‘ha data il Consorzio Zampone e Cotechino Modena IGP che, in vista della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, ci ha invitato a festeggiare ancora una volta l'inizio del nuovo anno all'insegna del gusto e del riciclo.

Perché nonostante la maggiore attenzione, il problema dello spreco alimentare resta rilevante, con ogni famiglia italiana che getta nella spazzatura cibo per un valore di 4,91 euro la settimana per un totale di 6,5 miliardi (Osservatorio Waste Watcher-DISTAL).

 

 

DISPENSA…MA PERCHE’ STELLATA?

“Stelle” dello sport, della tv, della cucina, si sono cimentate ai fornelli, creando la loro ricetta del ricordo.

Uno show cooking che è stato occasione per raccontare le principali caratteristiche dello Zampone e del Cotechino Modena IGP, eccellenze della tradizione gastronomica italiana che a volte vengono dimenticate in dispensa dopo Capodanno, ma anche per spiegare al grande pubblico il valore prezioso della cucina povera, che trae ispirazione da concetti come il risparmio e il riutilizzo di ingredienti.

A moderare l’evento, l’attore e conduttore radiotelevisivo Beppe Convertini.

 

 

LE STELLE DELL’EDIZIONE 2021

Cibo e sport sono da sempre legati a doppio filo: lo sa bene Massimiliano Rosolino, stella del nuoto italiano, oggi volto prestato alla TV, campione olimpico a Sydney nel 2000 e mondiale a Fukuoka nel 2001 nei 200 metri misti; inoltre tra il 1995 e il 2008 è stato quattordici volte campione europeo. Appassionato anche di cucina, da buon partenopeo, ha condotto recentemente in tv “Un dolce da Maestro”, game show di pasticceria ed ha partecipato all’edizione 2019 del programma di La7 Mica Pizza e Fichi.

 

Calabrese, sorriso splendente e fisico statuario, Elisabetta Gregoraci, rappresenta la bellezza mediterranea per antonomasia. Lei stessa ha più volte affermato di essere una buona forchetta e di non saper rinunciare al buon cibo, dedicandosi poi all’attività fisica. È tra le show girl più amate del panorama televisivo italiano: nel 2004 ha raggiunto grande popolarità con “Libero”, show di Raidue condotto da Teo Mammuccari. Ha poi fatto da spalla a Pupo nei quiz show di Raiuno: “Il Malloppo” e “Affari tuoi”. Nel 2006, Emilio Fede le ha affidato la conduzione di “Sipario” su TG4. La sua popolarità crescente l’ha fatta apparire spesso su Mediaset e RAI - ospite di Gigi Marzullo a “Mezzanotte e Dintorni”, di Carlo Conti a “I Raccomandati”, a “Verissimo”, a “Domenica In” e anche a “Quelli che il Calcio”, in veste di inviata VIP negli stadi. Nel 2020 ha partecipato come concorrente alla quinta edizione del Grande Fratello VIP, abbandonando la casa dopo tre mesi, il 7 dicembre.

 

Chef ambassador del ristorante “Esposizioni”, location dell’evento, Alessandro Circiello è la stella della cucina contemporanea, risultato di un giusto equilibrio tra la tradizione e la nuova concezione gastronomica, che porta alle pietanze un tocco light. Attualmente è protagonista di due rubriche televisive ed è inoltre Testimonial Unicef " Uniti contro la Malnutrizione". 

 

Le buone maniere sono il suo pane quotidiano: docente, giornalista di costume, collezionista d’arte, scrittore, opinionista e personaggio televisivo, non necessariamente in quest’ordine. Nicola Santini è noto al grande pubblico come esperto di bon ton. Non è solo questione di immagine, ma soprattutto di savoir faire. Oggi, attraverso l’uso dei social network, Nicola Santini insegna come sapersi comportare in ogni circostanza, da grande maestro dello stile qual è. Una delle sue regole d’oro? “Buttare non è mai chic”.

 

Non poteva mancare, poi, il punto di vista dell’esperto: Luca Piretta, gastroenterologo e nutrizionista dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, farà un focus sulle proprietà e le caratteristiche di Zampone e Cotechino Modena IGP e ci aiuterà a capire come abbinarli in modo sano e gustoso.

 

Infine, in vista della Giornata nazionale per la prevenzione dello spreco alimentare, Luca Falasconi, curatore del progetto 60 Sei ZERO promosso col Ministero dell'Ambiente, l'Università di Bologna - DISTAL e la campagna Spreco Zero, ha reso noti gli ultimi dati dello spreco alimentare in Italia.

 

"In cucina, anche nell'alta cucina, è finito il tempo dell'estetica ed è arrivato quello dell'etica": la citazione dello chef-star Massimo Bottura sarà il leitmotiv di questo evento e, in generale, di un nuovo e doveroso approccio quotidiano agli acquisti e alle scelte alimentari. 

 

IL MENU’

 

Insieme allo Chef, Alessiandro Circiello, gli ospiti vip hanno preparato un intero menù all’insegna del riuso delle due eccellenze tipiche delle feste: Cotechino e Zampone Modena IGP: come antipasto, Nicola Santini ha proposto un involtino di melanzane ripieno di formaggio e Zampone Modena IGP. Come primo piatto, Elisabetta Gregoraci si è cimentata nella preparazione di una pasta ai mirtilli con pesto al basilico e dadolata di Cotechino Modena IGP, mentre Massimiliano Rosolino ha presentato un vero e proprio piatto “svuota-frigo”: delle polpette di Zampone Modena IGP con patate.

 

 

 

Il Consorzio Zampone e Cotechino Modena IGP

Il Consorzio Zampone e Cotechino Modena IGP si è costituito nel 2001 a Milanofiori (Milano), dopo un articolato percorso iniziato nel 1999, anno in cui i due prodotti hanno ottenuto l’ambito riconoscimento europeo IGP (Indicazione Geografica Protetta) con il regolamento della Commissione Europea n. 509/1999. Il Consorzio, che ha come scopo la tutela e la valorizzazione dello Zampone Modena e del Cotechino Modena IGP, conta oggi 12 aziende, che rappresentano i principali produttori dei due prodotti IGP.

Breve storia dei due prodotti - Zampone e Cotechino Modena sono tra i più antichi prodotti della salumeria italiana. La leggenda narra che avrebbero fatto la loro prima apparizione nell’inverno del 1511 a Mirandola, quando la città fu assediata dalle milizie del papa, Giulio II, Giuliano della Rovere. In quell’occasione, i Mirandolesi si sarebbero ingegnati cominciando, in un primo momento, ad insaccare la carne di maiale nella cotenna o ad utilizzare la cotenna come ingrediente di un salume da cuocere, dando origine al cotechino e, successivamente, ad insaccarla nelle zampe, decretando l’origine dello zampone.

Nacquero così, per istinto di sopravvivenza quindi, il cotechino e lo zampone, magie gastronomiche, da secoli orgoglio della tradizione del Made in Italy.

 

IGP - Indicazione Geografica Protetta - La sigla IGP (Indicazione Geografica Protetta) introduce un nuovo livello di tutela qualitativa che tiene conto dello sviluppo industriale del settore, evidenziando l’importanza delle tecniche di lavorazione impiegate oltre al rispetto del vincolo territoriale. Quindi, la sigla identifica un prodotto originario di una regione e di un paese le cui qualità, reputazione, ricetta e caratteristiche si possano ricondurre all'origine geografica, e di cui almeno una fase della produzione, della trasformazione o dell’elaborazione avvenga nell'area delimitata.

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