Addio alla stanchezza con la luce blu

Riscontrate maggiore vigilanza e concentrazione

pubblicato il 05/02/2014 in Salute e alimentazione da Angela Menna
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Angela Menna

Quasi come lo stress, sempre più persone, spesso, avvertono una sensazione di spossatezza, già dalle prime ore del mattino. Attività fisica, alimenti naturali o integratori, il più delle volte, non sono sufficienti a risolvere il problema. Una possibile soluzione, tuttavia, arriva dai ricercatori della Brigham and Women’s Hospital, che hanno dimostrato come un’esposizione anche di breve durata alla luce blu, sia in grado di migliorare la vigilanza e le prestazioni. La ricerca, pubblicata sul numero di febbraio di Sleep, mostra, però, che anche un’esposizione prolungata può produrre effetti eccessivi. «Una nostra ricerca precedente aveva dimostrato che la luce blu era in grado di migliorare la vigilanza durante la notte, ma il nostro nuovo studio dimostra che questi effetti si estendono anche alle ore diurne, in seguito all’esposizione alla luce – spiega Shadab Rahman, ricercatore della Divisione di BWH di medicina del sonno e autore principale dello studio - . Questi risultati confermano che una prolungata esposizione alla luce blu, durante il giorno, ha un effetto di allerta». La ricerca, finanziata dal National Space Biomedical Research Institute insieme alla NASA, avrebbe dovuto determinare il tipo di lunghezza più idoneo per evitare l’affaticamento. Così, il team di ricerca del BWH ha scelto di collaborare con il professore di neurologia dell’Università di Thomas Jefferson, George Brainard. Questi ha sviluppato un’attrezzattura, che potesse rispondere ai loro quesiti. Gli scienziati hanno, dunque, comparato gli effetti dell’esposizione alla luce blu e a quella verde, utilizzando il macchinario fornito da Brainard. Per lo studio, sono stati arruolati 16 volontari, che dovevano esporsi alle luci per 6 o 5 ore. I partecipanti dovevano dichiarare come si sentivano in seguito all’esposizione alla luce, sottoponendosi alla misurazione dei tempi di reazione analizzati. Dai risultati è emerso che le persone che erano state esposte alla luce blu, avevano meno sonno, tempi di reazione più rapidi e un minor numero di problemi di attenzione, rispetto alle persone che erano state esposte alla luce verde. A livello cerebrale si è evidenziato un notevole cambio di attività, che mostrava uno stato più vigile. «Questi risultati contribuiscono alla nostra comprensione degli impatti della luce sul cervello e aprono una nuova gamma di possibilità per utilizzare la luce per migliorare la vigilanza umana, la produttività e la sicurezza - dichiara Steven Lockley, neuroscienziato del BWH - . Per la vigilanza nei lavoratori notturni, invece, vi sono anche vantaggi per la sicurezza; i turnisti possono anche beneficiare di una migliore qualità della luce, che potrebbe aiutare non solo a vedere meglio, ma anche a renderli più attenti». I ricercatori si dicono pronti per la prossima sfida: comprendere il modo migliore per offrire un’eccellente illuminazione in termini di salute.

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