Assaggi d'Italia: frisedda

In Puglia con Alessia

pubblicato il 22/07/2017 in Salute e alimentazione da Chiara pirani
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Chiara pirani

Proseguiamo con la nostra nuova e speciale rubrica, che vi permetterà di fare un viaggio tra i sapori d'Italia, oltre che tra i ricordi che i piatti tipici di ciascuna regione hanno il potere di evocare in chi ce li racconta.
Il vostro biglietto sarà il gusto, il “mezzo di trasporto” la lettura. Pronti per partire?

Il nostro viaggio continua in Puglia, una terra ricca di sole, di mare e di un patrimonio culturale e culinario dal valore inestimabile.

Ci spostiamo nel cuore del Salento: la nostra prossima tappa è Melissano (LE), la terra di Alessia, che ce la racconta attraverso il sapore dell'estate e del mare, perfettamente impersonati da un emblema di tutta la regione Puglia: la frisedda.

“La frisella, o frisa o frisedda è un piatto tipico delle mie zone e della Puglia in generale.
Ce ne sono di diversi tipi e misure e ricordano, nella forma, una specie di “ciambella”, ma fatta di pane.
È fatta di farina di grano e nasce come un piatto estremamente semplice ma, nonostante la semplicità, penso rappresenti al meglio la mia terra.”

Un piatto fresco, estivo, mediterraneo e colorato. Se la Puglia non fosse il tacco d'Italia, probabilmente la sua forma più rappresentativa sarebbe proprio circolare, ricca di pomodorini e basilico e con un buco al centro, in cui si vede il mare.

“La frisedda è preparata semplicemente con olio d'oliva, pomodorini, basilico e un pizzico di sale, ma la si può trovare in diverse varianti: a me piace molto con l'olio e il tonno o qualche cucchiaio di polpa di pomodoro.
È un piatto che mi piace molto perché mi ricorda l'estate (d'inverno non lo mangio quasi mai): lo associo alla mia famiglia, alla mia terra, al mare e, soprattutto, alle sere d'estate, quando fa caldo o c'è il vento di tramontana.
Lo associo, in particolare, a mia nonna: lei impazziva per questo piatto e me lo preparava spesso, fin da quando ero piccola, e anche quando, da adolescente, andavo a trovarla prima di uscire, mi chiedeva sempre se ne volevo una.”

E non si può assaporare come si deve una buona frisedda, se non la si sponza nel modo giusto.

“Deve essere immersa in acqua per poco tempo, cioè si deve “sponzare”, e vi deve essere lasciata per alcuni secondi, se la si vuole più croccante, o poco meno di un minuto, se la si desidera più morbida.
Mi piace perchè è facile e veloce da preparare, è leggera, ma allo stesso tempo “riempie”: è un piatto estivo e ne mangerei a quintali: la mia Puglia, sa di frisedda.”

Anche questo assaggio d'Italia e di Puglia si conclude qui. Ma è solo la terza tappa del nostro viaggio: continuate a seguirci e correte a fare il prossimo biglietto!

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