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14 novembre: Giornata mondiale del diabete

Ogg occhi puntati su una delle malattie più diffuse nel mondo

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Il diabete è la più comune tra le malattie metaboliche, ed è caratterizzata da un aumento del glucosio nel sangue.
Nelle società industrializzate come la nostra, questa patologia è in forte aumento.

Le abitudini alimentari non corrette e la sedentarietà, sono due delle cause di questa crescita.
Viviamo in un Mondo di guerre, aids, cancro, fame nel mondo e quant’altro e certi argomenti, certe situazioni, giustamente o no, passano in secondo piano.
“OCCHI APERTI SUL DIABETE” È LO SLOGAN SCELTO QUEST’ANNO PER LA GIORNATA MONDIALE DEL DIABETE, che dal 1991 si celebra ogni 14 novembre. Istituita dall'International Diabetes Federation e dall’OMS, in Italia viene organizzata, dal 2002, dall’associazione “Diabete Italia”, con il supporto di medici e infermieri, diabetologi, dietisti, associazioni di pazienti, volontariato.
Il diabete coinvolge il 5% della popolazione italiana e cioè circa tre milioni di persone ed avere un giusto equilibrio è importante per una vita rigorosa.
L’obiettivo è sensibilizzare i cittadini e informarli correttamente su questa patologia.

Si suddivide in due tipi: tipo 1 e tipo 2.

Il diabete di tipo 1
In Italia

Il diabete di tipo 1 è una forma di diabete che si manifesta prevalentemente nel periodo dell’infanzia e nell’adolescenza, anche se non sono rari i casi di insorgenza nell’età adulta. Per questa ragione fino a poco tempo fa veniva denominato diabete infantile.
Ogni anno si rilevano 84 casi ogni milione di persone in Italia (poco meno di 5 mila casi). Alcune regioni italiane, in primo luogo la Sardegna hanno tassi di incidenza superiori alla media europea. Si stima che in Italia circa 250 mila persona abbiano il diabete di tipo 1.
È una  malattia autoimmune  perché è causata dalla produzione di autoanticorpi che attaccano le cellule Beta che all’interno del pancreas sono deputate alla produzione di insulina.
Si verifica, pertanto, una situazione di eccesso di glucosio nel sangue identificata con il nome di iperglicemia.

I sintomi

I principali sintomi clinici del diabete di tipo 1 sono, infatti, un aumento della sete e di conseguenza un eccesso di bisogno di urinare e dimagrimento improvviso non dovuto a variazioni nella dieta.

Nel mondo

Anche in altri Paesi avanzati si è riscontrata una crescente incidenza del diabete di tipo 1.
Nei paesi in via di sviluppo invece l'aumento dei casi diagnosticati è da mettere in relazione anche con la migliore capacità di diagnosi e di intervento.
Secondo le stime della IDF nel mondo al 2010 480 mila bambini e ragazzi fra gli 0 e i 14 anni avevano il diabete di tipo 1. Di questi 110 mila in Europa.


Il diabete di tipo 2
In Italia

Il diabete mellito di tipo 2 è di gran lunga la forma di diabete più frequente (interessa il 90% dei casi) ed è tipico dell’età matura.
È caratterizzato da un duplice difetto: non viene prodotta una quantità sufficiente di insulina per soddisfare le necessità dell’organismo (deficit di secrezione di insulina), oppure l’insulina prodotta non agisce in maniera soddisfacente (insulino-resistenza).
Il risultato, in entrambi i casi,  è il conseguente incremento dei livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia).

Le cause alla base dell’insorgenza della malattia vanno generalmente ricercate in fattori ereditari ed ambientali. Attraverso studi approfonditi si è evidenziato che esiste un fattore di trasmissione ereditario, non ancora ben chiarito, che espone alcune popolazioni o addirittura alcune famiglie a tale patologia.
Oltre all’ereditarietà si affiancano aspetti caratteristici della persona quali l’obesità: le cellule hanno bisogno di zucchero per vivere, tanto maggiore è il numero di cellule da alimentare tanto maggiore sarà il fabbisogno di insulina.
Nelle persone obese, quindi, l’insulina viene prodotta ma non in quantità sufficiente.
La vita sedentaria, lo stress e alcune malattie ricadono nell’elenco dei fattori ambientali scatenanti. Esse impongono al pancreas un lavoro aggiuntivo poiché aumentano il fabbisogno di glucosio e quindi di insulina. Qualora il pancreas fosse indebolito da una predisposizione ereditaria al diabete, queste cause accelerano l’insorgenza del disturbo. Anche l’età gioca il suo ruolo: l’invecchiamento dell’organismo si riflette sulla funzionalità di tutti gli organi, non ultimo il pancreas che, invecchiando, non è più in grado di rispondere prontamente alla richiesta di insulina ricevuta.
Non bisogna sottovalutare alcuni fattori di rischio che rendono alcune persone più predisposte di altre a sviluppare il diabete di tipo 2.
I principali fattori di rischio sono:
– Obesità (BMI maggiore o uguale a 30 kg/m2 per il DM2)
– Inattività fisica.
– Ipertensione (PAS maggiore o uguale a 140 mmHg eo PAD maggiore o uguale a 90mmHg)
– Colesterolo HDL (minore o uguale a 35 mg/dl)
– Trigliceridi (maggiori o uguali a 250 mg/dl)

Il numero di persone con diabete di tipo 2 è in veloce crescita sia nei Paesi avanzati, sia nei Paesi che hanno da poco iniziato il loro sviluppo economico. Questa impennata nel numero di casi diagnosticati e in quelli stimati è dovuta soprattutto:
alle modifiche quantitative e qualitative nell'alimentazione (si mangia di più e peggio)
al minor dispendio energetico (il lavoro richiede meno fatica, non ci si muove a piedi, si sta lunghe ore fermi)
In pratica oggi il 9,2% della popolazione italiana ha difficoltà a mantenere sotto controllo la glicemia.
Nel 2030 si prevede che le persone diagnosticate con diabete saranno 5 milioni.

Nel mondo

Secondo le stime della International Diabetes Federation. Per  questi tassi, se pur impressionanti, sono inferiori a quelli stimati e registrati in altri Paesi sia occidentali come gli Usa dove si calcola che oggi il 10% della popolazione ed in Asia dove la percentuale, trascurabile nel 2000, è passata al 7,6% della popolazione (stima 2010) e salirà a 9,1% nel 2030.
Questo significa 285 milioni di persone con diabete di tipo 2 nel mondo nel 2010 e 438 milioni nel 2030 (stime IDF 2010) con una progressione stimabile in 21 mila nuovi casi ogni giorno.

Ognuno di noi, nella quotidianità, pianifica, organizza, prepara, esegue una serie di atti e comportamenti che riteniamo adatti al raggiungimento per una vita equilibrata.
Ogni giorno c’è sempre qualcosa da imparare da tutti e da tutto e solo dall’errore possiamo trarre la possibilità di migliorare, purchè l’errore non sia sempre lo stesso e che venga riconosciuto e corretto.
Ecco perché è fondamentale la prevenzione per i soggetti che non sono diabetici, il buon controllo per chi è diabetico, in modo per prevenire le complicanze croniche, che possono portare alla dialisi, all'amputazione degli arti inferiori, alla morte per infarto o ictus.
Ma possiamo farlo da soli?
I medici di medicina generale, gli specialisti e le associazioni di categoria, hanno cercato da sempre, di sviluppare tra loro, la migliore collaborazione ed unione per sostenere al meglio chi ha bisogno, visto che i numeri, in questo caso, stanno aumentando a dismisura.

 

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