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Salute mentale, l’OMS avverte: cresce il senso di esclusione sociale

Salute mentale, l’OMS avverte: cresce il senso di esclusione sociale

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Negli ultimi anni la salute mentale è diventata una delle principali priorità sanitarie a livello globale. I report più recenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità segnalano un aumento significativo di disturbi legati ad ansia, depressione e isolamento sociale, con un impatto trasversale che coinvolge giovani, adulti e anziani.

Secondo l’OMS, la solitudine e la perdita di reti relazionali stabili non rappresentano soltanto condizioni emotive, ma fattori di rischio concreti per la salute fisica e psicologica. L’isolamento prolungato incide sulla qualità della vita, sulla partecipazione sociale e persino sulla produttività economica.

Il dato più rilevante non riguarda solo l’aumento dei disturbi clinici, ma la diffusione di una percezione più ampia: il senso di esclusione. Sempre più persone dichiarano di sentirsi marginali rispetto ai cambiamenti sociali, tecnologici ed economici in atto.

La società contemporanea è caratterizzata da velocità, competizione e continua richiesta di adattamento. In questo contesto, chi attraversa fasi di difficoltà personale o professionale rischia di percepirsi come superato o irrilevante. Un fenomeno che non riguarda soltanto categorie fragili, ma fasce ampie della popolazione adulta.

Gli esperti sottolineano come il disagio invisibile – quello che non sempre si traduce in diagnosi formali – possa comunque generare effetti significativi sul benessere individuale e collettivo. Per questo motivo l’OMS invita a rafforzare i servizi di supporto psicologico, promuovere politiche di inclusione e contrastare l’isolamento sociale come priorità strutturale.

Il tema è stato approfondito anche nel saggio “Lasciato Indietro” (Armando Editore), che raccoglie testimonianze reali e propone un’analisi psicologica del senso di marginalità crescente in una società sempre più orientata alla performance.

Il documento ufficiale dell’OMS scaricabile da questo articolo offre un quadro dettagliato del fenomeno e conferma la necessità di affrontare il tema non solo in ambito 

 

sanitario, ma anche culturale e sociale.

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