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Perchè Grillo è stato condannato

La vera (e forse unica) ragione della condanna di Beppe Grillo

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Nei primissimi anni novanta una delle domande più frequenti era: “Chi ha ucciso Laura Palmer?” in questa coda d'estate 2015 qualche sprovveduto si chiede: “Perchè è stato condannato Beppe Grillo?”

Abbiamo visto la banalizzazione del male ora, con il Movimento Cinque Stelle, assistiamo alla banalizzazione del reato. Una recita non richiesta che inizia in tempi non sospetti. Sono gli stessi grillini che confondono la protesta con l'evasione fiscale e la libertà di parola con la diffamazione. Differenze che cercano di banalizzare. Ora mi spiego anche le grandi battaglie dei siti di Casaleggio per la liberazione e la santificazione di Corona.

Inutile oggi cercare l'illibatezza offendendo Pertini, Mandela e fare la parte di Braveheart. C'è una macroscopica, non insignificante, differenza: Grillo non è Wallace che combatte per la Scozia, non è stato condannato per un'idea o per aver semplicemente contraddetto Tizio o Caio ma perchè ha commesso un reato e quel reato si chiama diffamazione.

Ecco, secca, la risposta alla seconda domanda: è stato condannato per diffamazione.

È tutto semplice, come la Panda di Marino che non è stata multata perchè è rossa o perchè è una Fiat, è stata multata, o meglio è stato multato il suo proprietario, perchè aveva commesso un'infrazione. Una piccola infrazione ma pur sempre infrazione. Ricordate, cari amici, a seguito di quella multa i post di Grillo, di Tze Tze di Catena Umana e simili?

Oppure ricordate quando offese la Montalcini (“vecchia puttana che vinse il Nobel grazie alle case farmaceutiche” ipse dixit) e fu condannato... sempre per diffamazione?

In tutto le condanne per diffamazione sono salite a 5, tutte guadagnate sul campo, nessuna a tavolino, di cartone o regalata. Comunque, che voi ricordiate o che voi siate degli irriducibili smemorati, è giusto precisare che l'apologia di reato è reato e si chiama istigazione a delinquere, almeno fino a quando i cinque stelle non cambieranno le regole del gioco.

In questi giorni gli ultras più incalliti ed i ballerini in cerca di scenografi ragliano all'unisono "arrestateci tutti", speriamo non resti il solito appello regalato al vento.

Siccome non voglio che si dica che sono un impenitente anti-grillino,  voglio dare loro una mano concreta affinché i loro sogni si realizzino e lancio l'hashtag #arrestatelitutti.

La risposta alla prima domanda è: Bob, impossessatosi della persona che più di tutte avrebbe dovuto difendere Laura. Qual è il nesso tra Twin Peaks ed il Movimento Cinque Stelle? Se tutto va bene la risposta ve la spedisco insieme alle arance.

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