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Renzi, su Corsera nuove proposte per l’immigrazione

Per il governo intanto "mini-scudetto" Istat

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Il rubinetto perde? Non ce la si può cavare mettendo un tappo al suo punto terminale, bisogna andare alla base, alla tubatura.

La metafora idraulica serve per comprendere il ragionamento del premier Renzi a proposito dell’emigrazione. Questo ragionamento, che costituisce l’ultimo intervento del capo del governo sulla delicata materia, è stato espresso nel corso di un’intervista rilasciata ad Aldo Cazzullo del Corriere della sera domenica scorsa. Dunque appena qualche giorno prima che i dati Istat sull'occupazione finalmente premiassero, almeno un po', l'azione del suo governo. 

Non dobbiamo solo tamponare l’emergenza – si legge nel pezzo –, ma anche avere un ruolo maggiore in Africa e Medio Oriente (si noti che questa osservazione era state  espressa quasi a poche ore dall'ufficializzazione della notizia del rapimento di un attivista italiano in territorio palestinese, ndr), così da bloccare i trafficanti di morte. La parola chiave è cooperazione internazionale.

Se ci fosse una politica europea comune, capace di superare Dublino, continua il presidente del Consiglio, “potremmo andare negli Stati di provenienza per valutare le proposte di asilo, così da evitare i viaggi della morte. E potremmo gestire insieme anche i rimpatri”.
Ad oggi il regolamento di Dublino, che dal 2003 sostituisce la convenzione di Dublino, prevede che, per quanto riguarda il territorio dell’Ue,  un immigrato possa richiedere asilo soltanto nel Paese entrando nel quale abbia fatto il suo ingresso nell’Unione. Non è dunque possibile richiedere asilo, contemporaneamente o in tempi diversi, in più Stati membri: l’obiettivo di Renzi è proprio quello di superare questo rigido sistema.

Ma i suoi sogni nel cassetto per la nuova stagione politica 2015-16 rimangono ancora tanti, soprattutto sul piano interno (abolizione della tassa sulla prima casa, riforma del Senato, unioni civili, potenziamento della riforma della Scuola e avvio delle attività negli oltre 1600 cantieri aperti nell’ambito del piano per l’edilizia scolastica).

Intanto, lo dicevamo, il piccolo trofeo dell'Istat: dopo quattordici (!) trimestri di inarrestabile crescita e il calo del trimestre invernale del 2015, il livello di disoccupazione si è abbassato nel trimestre primaverile di un altro punticino (-0,1 su base annua), assestandosi a quota 12,1%. In generale nel periodo aprile-giugno si sono registrati 180.000 occupati in più (120.000 nel solo Sud). Calo minimo ma comunque incoraggiante anche per la disoccupazione giovanile, forte di un -2,6% complessivo.   

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