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Affonda il Movimento Cinque Stelle

Crolla il consenso del Movimento Cinque Stelle

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Quella che si sta per concludere sarà probabilmente ricordata come la settimana nera del Movimento Cinque Stelle.
Tutto ha inizio con la scelta dei vertici del Movimento di non votare l'abolizione del vitalizio per ex parlamentari condannati per mafia, terrorismo e per gravi reati contro la P.A.


Il fatto di aver tentato, con l'appoggio incondizionato di Forza Italia, di salvaguardare i vitalizi degli ex parlamentari condannati per mafia dopo mesi di appelli che recitavano l'esatto contrario, ha gettato lo scompiglio tra gli attivisti di base.


L'apologia dei condannati per mafia ha trasformato, negli attivisti, l'iniziale scompiglio in rabbia e delusione ed a poco o nulla sono servite le dichiarazioni dei soliti vertici che tentavano di spiegare il perché di un voto tanto illogico quanto impopolare. Tanto valeva seppellire il fattaccio nell'oblio mediatico per mezzo di una valanga di post e nuove campagne attuali come i Cannoni di Navarone.


A questo punto sul già bagnato Movimento si abbatte non una pioggerellina ma un vero e proprio temporale, il famigerato Grillo Leaks. Con l'hashtag #LaTrasparenzaAndràdiModa, un sito svela i dialoghi tra i vertici del Movimento e, nello sviscerare le intercettazioni, emerge la loro opinione sul valore e sul peso degli attivisti. Il “non valgono un cazzo” riempie lo schermo degli smartphone di migliaia di attivisti che, scottati già dall'affaire dei vitalizi, smontano le loro illusioni e fanno i conti con una realtà che li vede pedine inconsapevoli di un progetto a loro estraneo.


Il Titanic a Cinque Stelle affonda e nella stanza del timone qualcuno sospira: “Fortuna che è finita questa settimana di merda”.

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