Esondano i torrenti, esonda l'arroganza

Bisogna ricostruire un rapporto equo con il nostro territorio sanando gli errori e diffidando dei tuttologi che si ostentano infallibili.

pubblicato il 08/03/2015 in Politica da Tony Mariotti
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Tony Mariotti

Ad ogni verificarsi di una calamità naturale suona un campanello di allarme che ci ricorda due cose: che la nostra onnipotenza è solo una fantasia morbosa della nostra smisurata ambizione e che i nostri errori presentano, prima o poi, conti salatissimi.

Ad ogni suono del campanello possiamo reagire imparando a rispettare l'ambiente che ci ospita e rinnovando gli impegni volti a porre rimedio agli errori commessi in passato da noi e da chi ci ha preceduti. I campanelli rischiano di essere inutili se ci si nasconde vigliaccamente dietro un muro di sordità.

Far finta che i guai cadano dal cielo ed eccellere nelle deleghe di responsabilità non aiutano né la nostra, né le future generazioni a ricucire un rapporto equo con l'ambiente. Le politiche della politica non possono più rimandare a domani ciò che oggi è improcrastinabile e che rischia di diventare un punto drammatico di non ritorno.

L'Italia e gli italiani devono far pace con il loro territorio, i campanelli devono iniziare a destare anche le coscienze dei più sordi e dei più assonnati. Le insensibilità vanno palesate e denunciate. Ricordando che l'inettitudine e l'indifferenza sono un dolo grave, si sentano i cittadini ed i partiti investiti della responsabilità di eleggere e di candidare solo chi dimostri di avere una fedina ambientale immacolata.

Che l'accusa (leggi qui) lanciata da un anziano politico nel bel mezzo di una esondazione, “E' tutta colpa degli ambientalisti”, resti solo un monito, un esempio affinché non si sottovaluti fino a che punto possa degradarsi l'uomo nel tentativo di legittimare con arroganza la sua infallibilità.

Agiamo dunque di conseguenza ricordando che gli eventi naturali possono sradicare alberi centenari dal terreno e cancellare abusi edilizi, ma non possono schiodare le natiche avvizzite da comode e remunerative poltrone. Per questa “calamità” servono una scheda ed una matita ben utilizzata!

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