Salerno, reintegrato sindaco

Tar accoglie il ricorso di Vincenzo De Luca

pubblicato il 31/01/2015 in Politica da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Vincenzo De Luca

Perché De Magistris sì e lui no? Il 30 ottobre del 2014 il primo cittadino di Napoli vinse al Tar la sua battaglia contro la legge Severino e fu reintegrato nella  poltrona a Palazzo San Giacomo da lui conquistata nel 2011. Era stato sospeso all’inizio di quel mese dopo essere stato condannato a un anno e tre mesi in primo grado per abuso d’ufficio (i fatti risalivano a quando era pm a Catanzaro, e tramite un collaboratore, Gioacchino Genchi fece incetta illegalmente di utenze telefoniche ad alto livello per scopi di indagine): perciò, in base alla norma introdotta nel 2013 dal ministro della giustizia del governo Monti, era scattata per lui la decadenza automatica per un anno dalla sua carica. Ma De Magistris, che dopotutto giocava sul proprio campo (si tratta pur sempre di un ex magistrato, e non di seconda linea) con un ricorso-lampo fu abile a sollevare la questione della legittimità costituzionale di due articoli della legge e ad ottenere che i suoi ex colleghi gli dessero ragione: la tesi del ricorrente, in pratica, era che la legge e i suoi effetti sanzionatori non si potevano applicare retroattivamente, in quanto lui era diventato sindaco due anni prima che essa entrasse in vigore. Inoltre c’era l’attenuante, per così dire,  di una sentenza di condanna che non era certo definitiva. E così, circa trenta giorni dopo aver firmato la sua sospensione, il prefetto della città, Francesco Musolino dovette riaccoglierlo con le fanfare. L’ultimo atto di quella vicenda sta in uno scatto che è ancora reperibile su Internet: il sindaco re-insediato nel suo ufficio che alza l’indice e il medio in segno di vittoria, come Churchill.
Lunedì 26 gennaio è cambiato il punteggio del “derby dei sindaci congelati” Napoli-Salerno: non più 1-0 per i vesuviani, bensì 1-1. Hanno rimontato i neoippocratici, e soprattutto è tornato in sella Vincenzo De Luca, anche lui reduce dagli effetti della legge Severino. Come il Tribunale amministrativo regionale partenopeo aveva fatto con De Magistris, così quello salernitano ha fatto con lui: cancellata la sospensione da primo cittadino, conseguente ad una condanna per abuso d’ufficio. A provocargliela era stata la nomina di un ex capo staff del Comune al tempo in cui De Luca era commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania. Anche in questo caso, la sua condanna non era definitiva ma solo in primo grado.   

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