La corsa del centrodestra verso il Quirinale

Il centrodestra mostra unità sul nome di Berlusconi ma si cercano alternative su cui puntare

pubblicato il 31/12/2021 in Politica da Armando Travaglini
Condividi su:
Armando Travaglini

La corsa al quirinale con l’approvazione della legge di bilancio è entrata nel vivo. Da ora e per tutto il mese di gennaio l’argomento chiave sarà uno solo: l’elezione del Presidente della repubblica.

La kermesse di Atreju, promossa da Fratelli d’Italia e dalla sua leader Giorgia Meloni a Natale, ha messo sul tavolo le posizioni iniziali di tutti i partiti.

Il centrodestra, che avrebbe con il sostengo di Italia Viva la possibilità di eleggere il capo dello stato già alla quarta votazione, mostra unità attorno al nome di Silvio Berlusconi, ma si lavora ancora ad una rosa di nomi da spendere in alternativa a questo.

Lo stesso nome di Berlusconi non è molto apprezzato all’interno di Lega e Fratelli d’Italia, i quali continuano a studiare strade alternative. A dimostrarlo ci sono l’incontro, più o meno segreto, di Meloni con Letizia Moratti, assessore alla sanità della regione Lombardia e nome papabile per il colle più alto, e le riunioni notturne tra Matteo Salvini e Matteo Renzi.

Di certo il segretario del Carroccio è stato chiaro fin dall’inizio dichiarando: "A differenza di Letta che dice 'si va bene tutti ma Berlusconi no' io mi siederò al tavolo ascoltando tutti: ma perché Berlusconi no? Se Berlusconi avesse i numeri non c'è un articolo di Costituzione che prevede che il segretario del Pd possa mettere i veti".

Il centrodestra non accetterà veti pregiudiziali su Berlusconi, che ora appare l’unico nome sicuro sulla lista compilata dal centrodestra.

Lo stesso leader di Fi resta alla porta senza troppo esporsi, aspettando di sapere se ci sono i numeri per la propria elezione già alla quarta votazione. Forza Italia, però, si compatta intorno al nome del suo leader.

Il portavoce forzista Giorgio Mulè, in risposta al segretario Dem Enrico Letta che ha ribadito proprio veto sul nome del leader azzurro, ha dichiarato: “Chiede un presidente ‘eletto a larghissima maggioranza’ ma la storia recente si incarica di smentirlo: Sergio Mattarella è stato eletto con il 65 per cento che non è esattamente una cifra plebiscitaria".

Dal centrodestra c’è anche chi avverte il cavaliere sulla conta dei voti come Giovanni Toti, cofondatore di Coraggio Italia ed ex pupillo di Berlusconi. “Per affetto e storia Berlusconi può contare sul mio appoggio. –afferma Toti - Ma deve verificare bene prima di andare in Parlamento con il rischio di scivolare come successe a Prodi.”

Dal canto suo la Meloni ha mostrato apprezzamento per la candidatura di Berlusconi: “è un ottimo candidato. Il centrodestra sarà compatto sul suo nome e mi auguro che possa raccogliere consensi anche oltre il perimetro della nostra coalizione.” Anche se in molti nel partito storcono il naso.

Alla leader dell’unico partito di opposizione “interessa scegliere il garante della nostra Costituzione. E considero normale che ci sia da parte di altri gruppi la disponibilità a riconoscere questo ruolo per una figura di centrodestra dopo anni di presidenti di sinistra.”

Inoltre la leader di Fratelli d’Italia ha mostrato di aver le idee chiare sul futuro del governo Draghi per il dopo Mattarella: “Per Fdi un quarto governo di fila frutto di alchimie di palazzo sarebbe uno scenario vergognoso. I fatti dicono che neanche Draghi con la sua autorevolezza è riuscito a fare nulla di dirompente con questa maggioranza. L’unica soluzione è avere un governo coeso con un forte mandato popolare.”

Il tempo corre. Gennaio è alle porte. Il centrodestra, qualora il nome di Berlusconi dovesse cadere sotto i colpi delle pregiudiziali di PD e M5s o dei franchi tiratori, dovrà trovare un nome largamente condiviso se vuole eleggere il prossimo Presidente della Repubblica.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password