Alfano: «Dal governo prevista riduzione fiscale senza precedenti»

«Non sono per un derby tra Irap e Irpef»

pubblicato il 09/03/2014 in Politica da Angela Menna
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Angela Menna

«Nei prossimi otto giorni daremo un segnale di riduzione fiscale che non ha precedenti». E' quanto ha dichiarato il ministro dell’Interno Angelino Alfano, durante l'intervista di Maria Latella su Sky. «Non sono per un derby tra Irap e Irpef. - ha aggiunto il leader del Nuovo Centrodestra - . Dobbiamo trovare le risorse e stabilire dove collocarle in modo che l’impatto sia maggiore». Alfano ha anche precisato che quella che verrà definita nel prossimo consiglio dei ministri, in programma per mercoledì, sarà una botta molto forte sul cuneo fiscale a favore del cittadino italiano. L’ex vicepremier, sollecitato sul tema dei rincari della tassazione sulle seconde case per effetto della Tasi, ha smentito che si tratti di una nuova stangata. «Mi sento di contraddire i giornali - ha commentato -. Lunedì chiederemo un rendiconto preciso al ministero dell’Economia. Da qui a mercoledì lavoreremo sui numeri, ma non avalleremo scelte che con una mano danno e con l’altra tolgono». Alfano ha poi messo in luce il tema delle riforme, spiegando che per la legge elettorale e la riforma del Senato si procede su binari paralleli. «La Camera approva la legge elettorale - ha puntualizzato - e poi passa al Senato: lì va avanti e viene approvata prima delle elezioni europee. Intanto, la riforma del Senato non la tratta il Senato ma la Camera, in modo tale che mentre questa tratta il sostanziale superamento del Senato, il Senato approva la legge elettorale che vale solo per la Camera dei deputati». Dunque, secondo il ministro si procede in binari paralleli, affinchè il nostro Paese abbia sia il governo che agisca sulle riforme economiche, sia il Parlamento impegnato sulla legge elettorale e sulle riforme costituzionali. «Questo governo è nato in una condizione molto particolare - ha aggiunto Alfano - . Ha una legislatura ancora molto lunga davanti a sé. Noi, per meno di tutto, non ci stiamo: o abbiamo l’ambizione di cambiare davvero questo Paese oppure per andare avanti qualche mese, soffrendo e bivaccando, non c’era bisogno di fare nascere questo governo».

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