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Renzi suona la campanella, la ricreazione è finita

pubblicato il 23/02/2014 in Politica da Tony Mariotti
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Tony Mariotti

Nel rituale, tanto simbolico quanto inutile, del passaggio della campanella tra Letta e Renzi c'è un'ulteriore staffetta squisitamente politica. Letta è l'ultimo rappresentante di una classe dirigente del Centro Sinistra cresciuta e filtrata dai partiti. Una classe dirigente nata nelle sezioni, educata ad una certa disciplina di partito ed abituata a rendicontare le proprie azioni ai vertici del partito stesso. Renzi è il primo rappresentante del CSX non battezzato e benedetto da nessun apparato o nomenclatura. Il suo successo e la sua affermazione non conosce stanze dei bottoni o filtri, la sua legittimazione viene dal sostegno che una larga fetta della base non gli ha mai negato. Il suo revisore dei conti non è il partito, che oggi paradossalmente lui stesso rappresenta, ma il popolo delle primarie, vale a dire quella parte di popolo del CSX che risponde sempre presente quando c'è la chiamata o il bisogno alla mobilitazione. Due leader diversi, entrambi simboli ed espressioni di una politica costretta a cambiare per necessità, per istinto di conservazione. Non cambia la maggioranza ed i parlamentari che la rappresentano. Cambiano e di molto, i rapporti di forza e gli equilibri tra una maggioranza di fatto sfiduciata dal paese ed un leader con le vele gonfie di fiducia e di aspettative. Non cambiano gli alleati ed i loro ministri a corredo, accessori ornamentali lasciati da Letta in fase di trasloco e recuperati da Renzi in fase di arredamento. Buoni a riempire le mensole ed a catturare la polvere, magari non inutili ma sicuramente poco utili. La campanella è suonata, la ricreazione, come dice Renzi, è finita e non possiamo permettercene altre.

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