«Renzi vuol tagliare del 10% gli stipendi dei lavoratori!». È il messaggio di un allarmato Gianluca Vacca, deputato abruzzese del Movimento 5 Stelle, che dal proprio sito internet (clicca qui) ha invitato tutti gli attivisti a diffondere velocemente il messaggio.
Quello che Vacca ha però messo in giro è un messaggio derivante da una cattiva traduzione dall'inglese di un documento dell'Ubs (società di servizi finanziari svizzera) sull'impatto della crisi nell'Eurozona. Nel caso italiano viene citato il parere del Fondo Monetario Internazionale che ritiene necessaria una riduzione del 10% del costo unitario del lavoro per un rilancio della competitività . Nella traduzione di Vacca, però, questo si trasforma in un taglio del 10% dei salari dei lavoratori dipendenti.
Per l'esponente grillino, inoltre, «le banche» avevano predetto (nel futuro...) la nomina di Matteo Renzi a presidente del Consiglio e chiude con l'invito alle barricate: «Quindi le banche già sapevano a gennaio 2017 che Renzi sarebbe diventato premier... Inoltre confidano in Renzi per tagliare i salari di un ulteriore 10%... Prepariamoci alle barricate!». Il suo post si chiude con un banner da diffondere sulla rete.
I COMMENTI - La madornale svista non è passata inosservata ai seguaci del suo sito che invitano a maggior attenzione: «Guarda che è il costo del lavoro per il FMI che deve diminuire del 10% non il salario dei lavoratori che è solo una parte di quello. Finitela con queste buffonate», «complimenti per la conoscenza dell'inglese...si parla di costo del lavoro non di salari...», «"Quindi le banche già sapevano a gennaio 2017 che Renzi sarebbe diventato premier... Inoltre confidano in Renzi per tagliare i salari di un ulteriore 10%... Prepariamoci alle barricate!" - Lo sapevano nel futuro? Dato che c'è scritto Gennaio 2017. E comunque sapendo un pò di inglese, c'è scritto che deve diminuire il costo del lavoro, ovvero le tasse sul lavoro, non i salari».
Il brano originale (per il documento completo clicca qui):
On the trade side, the recession was instrumental in turning around Italy's current account deficit, which in turn has substantially reduced the dependence of the Italian economy on foreign investors. A significant part of this improvement, however, came about because imports declined due to the recession, a situation that should reverse. Unfortunately, Italy has failed to adjust its relative unit labor costs, which are too high given that past wage increases were not in line with productivity gains. In fact, the International Monetary Fund (IMF) estimates that a depreciation of 10% is necessary to fix the competitiveness issue. Although measures to address it are a key priority of Renzi, he will likely face an uphill battle. Overall, we expect the net trade contribution to become much smaller as the economy recovers.

