Ristoratori inferociti a Montecitorio: "Dal 7 maggio apriamo i ristoranti anche al chiuso. Basta prese in giro". Il Movimento imprese ospitalità (Mio) lo ha dichiarato, i ristoratori sono indignati dopo quanto è successo a Milano per i festeggiamenti della vittoria dello scudetto dell'Inter e della promozione in serie B del Perugia Calcio, nel centro storico del capoluogo umbro. La protesta del Mio, il Movimento imprese ospitalità è irrefrenabile: "Ora basta con le prese in giro. Il comparto dell'ospitalità a tavola è stanco di fare da capro espiatorio. Dopo i maxi-assembramenti di Milano e Perugia, ormai è liberi tutti". Lo ha detto Paolo Bianchini, presidente di Mio Italia, Movimento imprese ospitalità , il movimento ha dichiarato anche che dal 7 maggio apriranno tutto e anche al chiuso, rispettando i protocolli di sicurezza. "Sono mesi che il comparto dell'ospitalità a tavola viene penalizzato, colpevolizzato, assunto a capro espiatorio del contagio e poi vediamo le immagini dei maxi-assembramenti di decine di migliaia di persone a Milano e a Perugia. Lo Stato bastona il vecchietto che consuma cornetto e cappuccino al bancone, si dimostra rigido, severo e intransigente nella festività di Pasqua come in qualsiasi altro giorno, e poi stranamente dimentica eventi prevedibili da settimane, come i festeggiamenti per lo scudetto dell'Inter e quelli per il rientro in B del Perugia. E sempre stranamente continua a non accorgersi degli assembramenti sui mezzi pubblici di tutta Italia. Perché il problema, a quanto pare, sono sempre e solo i ristoratori" Dichiara ancora Bianchini. Dopo gli avvenimenti di Milano e Perugia, i ristoratori chiedono a Draghi: "Le dimissioni del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, in quanto riteniamo che i ristoratori stiano pagando un prezzo altissimo che non rispecchia i numeri attuali della pandemia. I ristoranti sono chiusi, se non all’aperto ed esclusivamente in zona gialla, mentre le feste dello scudetto sono ammesse. Basta a queste restrizioni che penalizzano solo le nostre aziende". Poi l'annuncio: "dal 7 maggio chi vuole salvare se stesso e le proprie attività aprirà a pranzo e cena, sia all’aperto, sia al chiuso, rispettando il protocollo e le nuove linee guida sottoscritte dalla Conferenza delle regioni il 28 aprile scorso". Poi ancora contestano, con numeri Iss alla mano: "I motivi per cui le restrizioni risultano inaccettabili. Dall’inizio della pandemia, secondo l’Istituto superiore di sanità , si sono registrati 4.419 decessi di persone con età inferiore ai 60 anni. Il virus continua, dunque, ad avere un impatto relativamente basso sugli under 60. Perchè chiudere in maniera indiscriminata i ristoranti se questi cittadini vengono colpiti in maniera marginale? Si pensasse, inoltre, a vaccinare in maniera massiccia gli over 60 piuttosto che imporre chiusure dannose e prive di senso". (Fonte Ilsole24ore) N.d.R.: chi prende le decisioni è talmente sicuro di sé stesso tanto da essere convinto che non rischia nulla o vive in un mondo parallelo?

