Luciana Lamorgese, i sacrifici degli italiani e le "spese necessarie"

pubblicato il 27/02/2021 in Politica da Emanuele Gulino
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Emanuele Gulino
Sebbene nel 2020 il ministero sia stato semivuoto, sono state autorizzate spese che ammontano a ben 470mila euro per rinnovare gli arredamenti del Viminale. Un alibi sarebbe il telelavoro, infatti, per mandare avanti il Ministero degli Interni, sono state utilizzate cifre esose per rifornire dipendenti e lavoratori di dispositivi elettronici. Il ministro Lamorgese ha anche deciso di premiare tutti i lavoratori che hanno continuato a presenziare al Viminale, con un vero e proprio rinnovamento del design del dicastero, a causa anche di un allagamento avvenuto lo scorso 8 febbraio, fra il rinnovo c'è anche una nuova cucina che fa parte del ministero dal quale però fanno sapere: "Stiamo parlando di un cucinino che, dopo anni, aveva bisogno di un freezer nuovo". Poi ci sono un minifrigo, lavabicchieri, tavolo refrigerato, lavello e infine un pensile. La chiamano "Manutenzione straordinaria". Oltre a queste di spese, si devono aggiungere quelle del catering, anche se secondo alcune indiscrezioni, la ministra pranzerebbe con "uno yogurt o con della frutta", ma spende anche 1600 euro per una poltrona di pelle. Esattamente 39.280 euro, sono stati spesi per gli arredi su misura a cui vanno aggiunti 11mila euro per gli arredi semplici ed altri 60mila euro circa per il resto del mobilio, per un totale superiore ai 110mila euro nel solo 2020. Spesa necessaria e "fondamentale", quasi 5mila euro, per i portadocumenti in pelle e circa 7mila euro per le rilegature e per i secchioni dell'immondizia. Si conclude la lista delle "spese necessarie" l'acquisto di diverse bandiere italiane e dell'Unione Europea, dotate di supporti fatti con gommapiuma. Il tutto è ovviamente regolarmente registrato e fatturato. (Foto Wikipedia)

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