Napolitano: «sono preoccupato per il Parlamento»

Grande tensione ieri alla Camera

pubblicato il 31/01/2014 in Politica da Angela Menna
Condividi su:
Angela Menna

«Sono sereno per la mia situazione, ma preoccupato per quella in Parlamento», ha dichiarato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lasciando Palazzo Spada al termine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario del Consiglio di Stato. Ieri, il Movimento 5 Stelle ha presentato la richiesta di impeachment del Capo dello Stato. Alla Camera si è avvertita una fortissima tensione tra i grillini, gli altri partiti e la presidenza di Montecitorio.

 «La Boldrini nel suo ruolo è inadeguata, impropria, miracolata. Lo sa lei, lo sanno tutti. Ha due meriti, piace a Napolitano e ubbidisce agli ordini e, per questo regime, due medaglie così bastano e avanzano. La Boldrini deve andarsene e in fretta dalla Camera». Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog, attaccando in modo frontale la presidente della Camera per la gestione del decreto Imu-Bankitalia. «Il presidente della Camera, - ha aggiunto il leader di M5S - è un ruolo di garanzia del dibattito parlamentare. Lei ha tradito il suo mandato. Il decreto legge Imu-Bankitalia ha regalato 7,5 miliardi alle banche sottratti agli italiani con un sotterfugio da magliari di terz’ordine. Si potevano scorporare i due decreti. Solo cosi, il M5S avrebbe immediatamente votato per l’abolizione dell’Imu, ma non è stato fatto. Il M5S ha sollevato delle eccezioni a norma di regolamento, ha fatto opposizione da non confondere con il termine 'ostruzionismo', caro ai telegiornali e alla carta igienica quotidiana che sono diventati quasi tutti i giornali.

Non siete abituati all’opposizione dopo decenni di inciuci? Beh, dovrete farvene una ragione», ha concluso Grillo. «Le critiche a Napolitano, non le abbiamo mai risparmiate. Lui è protagonista di  due governi assolutamente dannosi, deleteri e devastanti per il paese, come la riforma Fornero, frutto della regia del presidente Napolitano, riforma che proveremo ad abrogare tramite referendum. Nel merito della richiesta di impeachment, invece, non ritengo sia una priorità metterlo sotto accusa. Se si arrivasse al voto? La Lega voterebbe no», ha precisato a Omnibus su La7, il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini. Inoltre, anche l'ex presidente della Camera, Luciano Violante ha lasciato una sua dichiarazione a riguardo«La richiesta di messa in stato d’accusa del presidente Giorgio Napolitano è un atto di disperazione e frustrazione politica, perché il M5S, sinora, non ha pronto nulla ed è per questo che si è isolato, chiudendosi in un ghetto. Non parla con nessuno e favorisce il Governo delle larghe intese, non discute la legge elettorale e quindi favorisce l’intesa Renzi-Berlusconi. E' privo di qualunque strategia politica e quindi favorisce violenza, aggressione e atti di questo genere». «È scandaloso e mortificante per l’Italia e tutti noi, quanto accaduto in questi giorni alla Camera ma grazie a Dio c’è anche dell’altro, e anche nello stesso parlamento». Lo ha detto, infine, il segretario generale della Cei, Mons. Nunzio Galantino, sottolineando: «Questo non ci appartiene».

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password