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Renzi: «se la legge elettorale cade, anche la legislatura farà la stessa fine»

Dalla minoranza Pd, arrivano già alcune proposte

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«Siamo consapevoli che siamo a un bivio straordinario. Con le riforme sarà tutto più semplice, anche per quanto riguarda il lavoro e lo sviluppo. Se si affossa anche questa possibilità di riforme, diventa davvero delicato immaginare uno spazio di speranza per questa legislatura». È quanto ha dichiarato Matteo Renzi, che ha deciso di lanciare l'ultimatum sulle riforme.

Il problema è che c’è già abbastanza da pensare, per proteggere il cammino dell’Italicum. Oggi, è il giorno in cui scade il termine per la presentazione degli emendamenti, ed il sindaco di Firenze si deve dar da fare per conficcare nel terreno qualche pietra di confine. «Il testo base è già stato approvato e le modifiche spero siano il più condivise possibile: non è pensabile che per lo 0,5% salti l’accordo», ha detto Renzi.

Dalla minoranza Pd, arrivano una raffica di proposte. Oltre a emendamenti sulla soglia per il premio di maggioranza e per l’accesso, contro le liste bloccate, tre sono le soluzioni indicate: i collegi uninominali, con emendamento a prima firma Alfredo D’Attorre; le preferenze, con emendamento a prima firma Rosy Bindi, oppure le primarie per legge, con emendamento a firma del lettiano, Marco Meloni«Stiamo assistendo all’interno del Parlamento - rileva Federico D’Incà del Movimento 5 Stelle - a ricatti fra partiti, piccoli o grandi che siano. Una legge elettorale fatta nelle oscure stanze, (Renzi, Berlusconi), senza alcuna competenza del Parlamento». Anche Forza Italia non rende il clima più disteso, di fronte alle stesse minirevisioni, che lo stesso Renzi sarebbe disposto ad accettare. I vertici si riuniscono in mattinata e stabiliscono che si oppongono all’introduzione delle preferenze, ma i limiti vengono posti, anche sulla soglia di sbarramento del 5%, per i partiti all’interno della coalizione. 

 
 

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