Alfano a Letta: «Se il governo si paralizza, lo facciamo anche noi»

Il vicepremier ha chiesto al Pd di provare che Letta sia il presidente riconosciuto

pubblicato il 16/01/2014 in Politica da Angela Menna
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Angela Menna

«Se il governo dovesse paralizzarsi o ci fosse l'arroganza di chi dice "vanno avanti solo le proposte del Pd" che cozzano con i nostri valori, noi non andiamo avanti e senza di noi il governo cade». È cosi che il leader del Nuovo Centrodestra, Angelino Alfano, minaccia di lasciare la maggioranza . Poi, parlando del Partito Democratico, ha chiesto: «Si riuniscano e decidano se Letta è il presidente riconosciuto. Se è così - ha aggiunto Alfano parlando della posizione del Pd rispetto a Letta - si va avanti, altrimenti non ci girino intorno e non tengano l'Italia sulle spine. Patti chiari, amicizia breve, solo per un anno. Se si è d'accordo avanti per un anno». Secondo il vicepremier, sul rimpasto di governo c'è una grande ipocrisia, poiché tutti lo desiderano, senza però ammetterlo. Oggi, Letta rientra dal Messico con l'onere e la fatica di trovare la composizione. 

Inoltre, Alfano ha anche risposto a Renzi, che ieri ha disapprovato la sua proposta sul Senato. «Di Renzi non si conosce con precisione né la riforma sul lavoro né quella sul bicameralismo: finora le sue proposte si limitano ai titoli di apertura dei Tg. Siamo d'accordo su tutto l'elenco dei titoli - ha sottolineato - ma sullo svolgimento noi siamo più avanti di lui. Tra l'altro con la nostra proposta sul bicameralismo si ha il 20% in più di risparmio rispetto alla sua».

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