Con il decreto di ieri sera il governatore Cappellacci (che sarà il candidato ufficiale per il centro destra) ha fissato le elezioni regionali per il prossimo 16 febbraio, anticipando di due settimane la sfida elettorale inizialmente prevista per il 2 marzo. I partiti devono depositare i simboli entro quattro giorni dalla pubblicazione dello stesso nel Buras (cioè da domani). Le liste entro tredici giorni.Â
Con le scadenze che si avvicinano il centro sinistra deve decidere in fretta sulla possibilità che Francesca Barracciu (indagata per peculato) guidi o meno la coalizione. La candidata, scelta mediante primarie, ha detto oggi alla direzione regionale del Pd che «con me si può vincere e mandare a casa Cappellacci». Ma la stessa Direzione è stata aggiornata a domani. Intanto Sel continua a manifestare la propria contrarietà . A ciò si aggiunge una lettera di 22 giovani del centro sinistra mediante la quale si chiede che gli indagati «facciano un passo indietro per il bene della coalizione». Se la candidata non sarà più la Barracciu il Pd dovrà indicare subito un'alternativa. Se invece continuerà ad essere lei toccherà a Sel insieme ad altri (Irs, Rossomori e Sardigna libera) costruire una coalizione alternativa nel giro di pochi giorni.
Tempi ristretti anche per chi a oggi non è rappresentato in consiglio regionale e che, perciò, dovrà raccogliere le firme necessarie: ad iniziare dal Movimento 5 stelle che concorre alle regionali per la prima volta. Ma anche per Sardegna possibile che nel frattempo ha reso noti 6 assessori nel caso la coalizione guidata dalla scrittrice Michela Murgia dovesse vincere le elezioni. Il Fronte indipendentista unidu, che ieri a manifestato a Olbia per la sovranità alimentare e contro l'ingresso incontrollato di alimenti da altre parti, parla a riguardo di «golpe contro l'indipendentismo che cresce, ma – come detto dal candidato governatore Pierfranco Devias – raccoglieremo le firme necessarie per presentarci dovunque». Per Devias la legge elettorale «si aggiunge all'embargo mediatico messo in campo contro il Fronte».

