Politica: un sistema perverso?

pubblicato il 02/12/2013 in Politica da Dario Calligaro
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Dario Calligaro

La Politica, questa sconosciuta, in teoria dovrebbe occuparsi di risolvere i problemi dei più. Terra a terra, esemplificando, se oggi devo pagare mille euro di bollette e ho grosse difficoltà a reperire la liquidità, la politica dovrebbe fare in modo, prima, di permettermi di riuscire a pagare poi, possibilmente, di pagare di meno. Già da ora se si riuscisse a far fronte a tutte le scadenze, al posto di fare una scelta (pago uno o pago l’altro), sarebbe un bel passo avanti e potrebbe rappresentare una speranza per il futuro del nostro Paese. In sintesi, la Politica, dovrebbe portare ad una sorta di equità sociale permettendo, in generale, di condurre un’esistenza dignitosa coi frutti del proprio lavoro.

In realtà, a naso, si ha la sensazione che la Politica si adegui al potere perverso e ai voleri della grande finanza mondiale. Un potere diabolico che al posto di mettere per prima la persona, preferisce il puro profitto, alla faccia dell’equità sociale per i molti.

La tanto decantata “globalizzazzione” che ha prodotto? Un sistema perverso nel quale l’intera ricchezza mondiale è di fatto concentrata nelle mani di pochi “banchieri” che si arrogano il diritto, nel nome del puro profitto e nel pieno disprezzo della vita umana altrui, di stabilire chi deve vivere, e chi deve morire. Per fare un esempio: oggi voglio guadagnare qualche miliardo in più, riduco la produzione mondiale di grano di un terzo e ne triplico il prezzo fregandomi totalmente se nel frattempo qualcuno ci lascia la pelle perché non riesce a sopravvivere. La cronaca riporta spesso fatti di suicidi da disperazione o altro. Lo vediamo tutti i giorni sia con la costante chiusura in media di 200 piccoli imprenditori, sia con la costante cessione delle nostre imprese nazionali agli stranieri. Nel frattempo i banchieri nostrani, alquanto restii a concedere i finanziamenti che ridarebbero una probabile speranza all’economia nazionale, continuano ad ingrassarsi e a vivere nella crassa crapula, mentre qualche imprenditore disperato preferisce tirarsi un colpo in testa perché non riesce più ad andare avanti e giunge alla conclusione che la vita non valga più la pena di essere vissuta. A livello di ipocrisia, potrebbe pure succedere che i banchieri nostrani, dopo aver ipoteticamente negato il finanziamento all'aspirante suicida, poi versino lacrime di coccodrillo apprendendo che la raccomandata AR inviata dal loro servo di turno ha prodotto un nuovo cadavere.

Niente di nuovo sul fronte occidentale, rientra tutto nella statistica delle perdite accettabili.

Le tipicità locali e le tradizioni nazionali sono state annientate nel nome della globalizzazzione. Il sistema capitalista occidentale messo in piedi da questi signori banchieri, sempre più grassi, non potrà reggere ancora per molto e imploderà su sé stesso. Nel frattempo, mentre la Politica a Roma blatera sulla ripresa, le nostre tasche sono vuote e all’orizzonte non si intravedono segni positivi.

In un ipotetico ordine futuro mondiale non ci potrà essere alcuno spazio per questi perversi banchieri che come la malerba contaminano tutta la nostra società e, probabilmente, le politiche degli stati nazionali. Perversi banchieri che richiamano alla mente il personaggio di Napoleon nel noto romanzo “La fattoria degli animali” di Orwell.

I “pochi che hanno molto”, mangiano, bevono, e vivono nella crassa crapula, i “molti che hanno poco” continuano a tirare la cinghia senza vedere luci nel buio del loro futuro. La ripresa con oltre il 41% di disoccupazione giovanile e tutto il resto? Appare piuttosto lontana. E’ più probabile che arrivi per prima la Parusia, al posto della tanto propagandata ripresa.

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