Il sindaco Chiara Appendino, la grillina torinese, chiede 61 milioni al governo, dovuti a tutti i comuni.
La contesa riguarda i mancati versamenti dello Stato ai Comuni nel passaggio dall’Ici all’Imu e poi ancora alla Tasi, al tempo dei governi Monti e Letta.
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi replica, su SkyTg24, “La richiesta della sindaca di Torino al Governo di vedersi assegnare - dopo le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato - 61 milioni, non sarà esaudita”, continuando “La sindaca sa che il governo ha un confronto con il comune e che i 61 milioni non sono dovuti”.
Ma la sindaca non demorde, aveva già presentato i calcoli al Tar, che aveva dato ragione alla torinese “Due sentenze certificano la correttezza dei calcoli effettuati dai nostri uffici. Per questa ragione abbiamo deciso di rimettere la questione al Consiglio di Stato con un ricorso di ottemperanza che sarà notificato nei prossimi giorni ai ministeri. Chiediamo niente di più e niente di meno di ciò che ci è dovuto.”
Nel frattempo l’Appendino chiede il sostegno dei suoi cittadini; nel giro di poche ore ottiene l’appoggio dal mondo della cultura: uscito pesantemente ammaccato dal bilancio appena varato dall’amministrazione Cinquestelle. Dal Teatro Regio allo Stabile, dal museo del Cinema ai musei civici, per finire con l’ente del Turismo e la Camera di Commercio, enti e fondazioni si schierano a difesa delle rivendicazioni di Torino, sperando tra le altre cose che la battaglia per i 61 milioni serva ad arginare i tagli che dovranno subire.

