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Mentre le aziende chiudono la politica continua a buttare fumo negli occhi

Di tutto si occupa, tranne che dei 'comuni mortali'

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Mentre il nostro Paese sta affondando sempre di più, e tanti parlano impropriamente di rivoluzione confondendola con quella che è un momento passeggero di rabbia popolare, a Roma continuano a giocare con la decadenza. Man dritta e man storta. Si discute a più non posso sulla decadenza da senatore del Cavaliere, scommettendo se ci sarà un ulteriore rinvio o meno. Nel contempo si vede quale possa essere l’appoggio al Governo Letta in generale, e in particolare sulla cosiddetta legge di stabilità. Stabilità che a naso pare sia tutto fuorché una “stabilità” o, perlomeno, una speranza per il futuro di tutti noi comuni mortali.

Decadenza: voto o non voto? Il Paese è in una fase delicata, eppure chi ha ricevuto la delega dalle urne elettorali pare si occupi di altro, anziché cercare di migliorare almeno di un po’ la situazione generale, e in particolare la situazione dei “molti che hanno poco”. E’ una situazione grottesca con un continuo buttare fumo negli occhi. Le famiglie non riescono ad arrivare a fine mese, le aziende continuano a chiudere, le tredicesime per molti, almeno dalle previsioni, forse non ci saranno per mancanza di liquidità, i consumi calano e cala pure il PIL. Quale sarà lo scenario futuro? Si ha la sensazione che nulla di buono possa arrivare dai densi nuvolosi neri che appaiono all’orizzonte cupo e desolato.

Eppure la politica pare abbia altre priorità. Pare si occupi di tutto, fuorché di ciò che serve a noi comuni mortali. Il Governo del “tutti assieme appassionatamente” sarà legato, nonostante si faccia di tutto per negarlo, al voto di decadenza del Cavaliere? Ora, come ora, ci siamo immersi fino alla testa ed un pezzo più su, che ci cambierebbe se casca il Governo o al Cavaliere prorogano il voto di decadenza? Nulla! Avremmo sempre le stesse bollette da pagare e l’oramai diffusa difficoltà ad arrivare a fine mese.

Ad aggravare la situazione ci si mette pure il meteo con la tragedia dell’alluvione in Sardegna. Le solite lacrime di Stato, ben riprese con lo zoom dalle telecamere per i vari TG, ma in concreto si può presumere che ci sarà la trafila alla quale abbiamo assistito in occasione di precedenti calamità naturali.

 

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