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Ignazio Marino: la Procura di Roma presenta ricorso contro l'assoluzione

L'ex sindaco della Capitale era stato assolto ad ottobre 2016 dai reati di peculato, falso e concorso in truffa

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Sembrava essere finita con l’assoluzione dello scorso 7 ottobre 2016 la vicenda giudiziaria che aveva portato alle dimissioni di Ignazio Marino da sindaco di Roma il 1 novembre 2015. Marino era stato accusato di peculato e falso per l’uso della carta di credito dell’amministrazione comunale e di concorso in truffa per i compensi al personale della Onlus “Imagine” di cui egli stesso era il rappresentante legale. 

La Procura aveva chiesto per il sindaco 3 anni e 4 mesi di reclusione ma per il giudice Pierluigi Balestrieri le due accuse, quella della carta di credito e quella di concorso in falso, rispettivamente non costituivano reato e il fatto non sussisteva. Marino, inoltre, aveva chiesto il rito abbreviato del procedimento penale. 

Oggi la Procura della Repubblica ha presentato ricorso contro sentenza di assoluzione e dunque per l’ex sindaco si riapre il caso. Secondo i Pubblici Ministeri Roberto Felici e Pantaleo Polifemo, che hanno firmato l’appello, “26 delle 56 cene avvennero in giorni festivi o prefestivi di conseguenza questa circostanza porta a considerare che si trattò di incontri avvenuti in tempi liberi da impegni istituzionali". I Pm inoltre contestano la parte della sentenza di assoluzione con la quale i giudici hanno ritenuto compatibile l’”uso non illecito della carta di credito” con la restituzione di 19mila euro effettuata da Marino il 9 ottobre 2016. 

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