Forza Italia, il futuro è Parisi

Berlusconi gli affida “mandato esplorativo”

pubblicato il 26/07/2016 in Politica da Gianluca Vivacqua
Condividi su:
Gianluca Vivacqua
Stefano Parisi

Un manager al comando.

E per un partito, come Forza Italia, nato dall’intuizione visionaria di un manager e che nelle mani di politicicanonici” stava perdendo irrimediabilmente appeal, non poteva esserci sorte più desiderabile. E augurabile. Quanti delfini ha bruciato, quel mangia-eredi di Berlusconi nel corso del tempo: non se ne contano più, da Fini a Casini ad Alfano fino al mai veramente troppo amato Salvini, così diverso non solo da lui ma anche dagli altri leader della Lega con cui, in vent’anni, era riuscito a stabilire accordi se non proprio ferrei, quantomeno quasi sempre robusti.

Sarà finalmente la volta buona? L’erede di Berlusconi alla guida del centro-destra avrà finalmente trovato un volto, quello giusto? In ogni caso è un fatto che Stefano Parisi, il perdente non sconfitto delle ultime Comunali di Milano, affrontava  la sua avventura da aspirante sindaco essendo già indicato da più parti come il probabile, probabilissimo homo novus per il rilancio politico dei moderati di destra.

Un uomo del fare, come piace a Berlusconi, ma non del tutto digiuno di politica, essendo cresciuto in questo campo all’ombra dell’ex sindaco di Milano, Gabriele Albertini: e comunque cresciuto, sì, ma non fino al punto da pensare in politichese, e sviluppare ambizioni volte in modo totalizzante al potere o maturare una visione che faccia della conquista dell’egemonia il succo dell’arte di gestire la cosa pubblica. Ciò che, anzi, ha fatto apprezzare di più Parisi in campagna elettorale (e che, crediamo, lo renderà ancora apprezzabile) è stato l’equilibrio razionale, e la  capacità di saper raffreddare le sue eventuali tensioni leaderistiche nei toni sobri, asciutti, impersonali di una filosofia dell’impegno di stampo quasi protestantico.

A lui Silvio Berlusconi ha dato mandato per “effettuare una analisi approfondita della situazione politica e organizzativa di Forza Italia e di elaborare un progetto per il rilancio e il rinnovamento della presenza dei moderati italiani nella politica”. Così si legge in una nota diramata dalla segreteria dell'ex Cavaliere: né più né meno che un’investitura. “Tale progetto - prosegue la nota - dovrà essere orientato alla prospettiva di offrire al Paese una proposta nuova e credibile aperta alla società civile”, capace diriportare al voto i tanti italiani che pretendono un cambiamento.” E la sfida parisiana è servita. 

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password