Conduttore televisivo, regista, ambasciatore del Made in Italy nel mondo, vincitore di due David di Michelangelo al talento artistico, Anthony Peth è uno che di strada ne ha fatta. Conduce con successo trasmissioni televisive, serate cinematografiche di beneficienza e altro ancora. Ciò che caratterizza Anthony oltre il talento e la sua preparazione artistica, è sicuramente la simpatia e la sua originalità. Non sono tardati ad arrivare per il conduttore tanti prestigiosi premi che hanno fatto da cornice ad una carriera che si può definire senza tanti giri di parole brillante.
Lasci la Sardegna per trasferirti a Roma per iscriverti all’università, hai conseguito la laurea?
Sì, in Lettere indirizzo Spettacolo, e adesso sto per prenderne una altra in Beni Culturali.
Passi dalla regia alla conduzione, e ogni cosa che fai è sempre un successo, a cosa è dovuto?
Io credo che il successo sia dovuto sicuramente agli insegnamenti dei grandi maestri che ho avuto la fortuna di avere al mio fianco nei primi anni della mia carriera, ma è soprattutto attraverso il pubblico della strada, che ho capito quali erano le esigenze che volevano le persone, sia negli eventi che nelle trasmissioni.
Che cosa vuole il pubblico?
Naturalezza e spontaneità.
Inizi il tuo percorso professionale dopo essere stato scelto da Maurizio Costanzo fra i conduttori del programma alla Mediaset “Voglia”, ne vuoi parlare?
In realtà la mia esperienza nasce un po’ prima. Quando sono arrivato a Roma, ho iniziato a fare la statua a Piazza Navona, e uno dei collaboratori stretti di Costanzo, mi ha scelto per fare un ruolo, che poi era lo stesso che facevo in piazza Navona, il folletto. Questo regista mi aveva notato in un servizio che mandò in onda il tg5, dove inquadrarono me, perché effettivamente ero un folletto molto curioso.
Che cosa intendi dire con curioso?
Simpaticamente quando le persone facevano la loro donazione, le mandavo a quel paese col braccio.
Che significato aveva?
In realtà lo facevo per suscitare una vena di simpatia e ironia alla cosa, e così mi differenziavo un po’ dalle altre statue.
Perché facevi la statua?
Perché in quel periodo studiavo all’accademia di teatro, e la prima forma del teatro, è la statua e il mimo.
Quindi?
Per poter iniziare al meglio gli studi, ho deciso di farlo in campo. Questo regista mi ha notato, e ha aspettato che finissi il turno, e mi ha detto che voleva propormi un ruolo.
Che ruolo ti propose?
Il folletto, lo stesso che facevo in Piazza, e così mi prese al teatro.
E poi?
La fortuna volle che quello spettacolo lo vide Costanzo, che mi contattò al teatro Parioli per fare un provino per una nuova trasmissione che partiva, e dopo quindici giorni lo spot di quella trasmissione era con me che parlavo con gli altri nove conduttori per promuovere questo programma che andava in onda su Italia 1 il venerdì sera e il sabato pomeriggio dopo amici, facevano la replica. È un programma che ha avuto un grande successo, e tra l’altro ero l’unico sardo. A Costanzo è piaciuta molto questa mia caratteristica dell’originalità e del mio accento sardo, e nella seconda edizione io sono stato l’unico ad essere riconfermato. Poi ho avuto il piacere grazie anche a Costanzo ad essere affiancato a determinati maestri, che mi hanno permesso di lavorare tanto dietro le quinte come aiuto regista, ma soprattutto come assistente agli autori per i programmi.
Hai scritto il format “WakaShow” ci parli di questa esperienza?
Questo è il primo format che ho scritto. Andavo a prendere un po’ in giro e a ironizzare le trasmissioni che andavano, e che vanno tuttora in tv, dai finti tronisti, all’isola dei formosi, in cui si sfidavano tre famiglie sovrappeso e ogni settimana chi perdeva la sfida della prova con la dieta usciva dal reality.
Questo programma si è dimostrato un grande successo?
Sì, è una trasmissione che ha avuto un sacco di successo ed era scritta per la rete Sky.
Da qui tante esperienze televisive?
Sì, tutta una serie di esperienze televisive che mi hanno permesso sempre di scherzare e lanciare dei sorrisi, perché la gente oggi è stanca, stressata, e quindi se io posso voglio farli divertire attraverso le gag.
Hai fatto il Tg satirico “Tg a chi?”, trasmesso sul canale Sky, che era una sorta di denuncia e reportage sulla politica e il gossip dell’Italia, vuoi raccontare qualcosa?
Anche questa è andata in onda per un’intera stagione annuale e mi sono divertito molto, perché avevo affianco a me una neo conduttrice, Carolina, nipote del famoso produttore De Laurentis, che ha fatto la sua prima esperienza in campo televisivo, è diventata sempre più brava perché accettava tutte le battute che facevo su di lei e sulla sua bellezza, ma la cosa più divertente è che per la prima volta in una trasmissione avevo un corpo di ballo formato da quattro bellissime ballerine.
Sei impegnato anche in manifestazioni cinematografiche e benefiche?
Si presento a Roma tanti eventi e manifestazioni a carattere cinematografiche oppure serate di gala. Con la mia squadra, abbiamo deciso di istituire queste manifestazioni perché è importante fare della beneficienza e attraverso il cinema o attraverso i personaggi del mondo dello spettacolo, che possono richiamare maggiormente l’attenzione dei media, riusciamo ad aiutare delle realtà sociali che purtroppo hanno tutti i giorni bisogno di aiuto.
Lavori con una bella squadra?
Sì e quando la squadra è vincente, non si cambia.
Debutti alla regia con la fiction “Obiettivo salvezza"?
Sì una fiction che proprio in questo periodo è in fase di valutazione dalle varie reti televisive. È stata girata lo scorso anno con un cast eccezionale, con tantissimi attori di alto livello. È una fiction che parla del dietro le quinte, del mondo calcistico, e tutto sempre in chiave ironica. È un progetto scritto da Simone Terranova che è un collaboratore con cui io ho una grande stima professionale e collaboro da tanto, un bravo sceneggiatore e attore.
In quale ruolo ti senti più a tuo agio, in quello di regista o conduttore?
Questa è una domanda che mi fanno spesso. In realtà la regia è il mio primo amore, ma la conduzione è arrivata un po’ per caso. Sicuramente quando faccio la regia, la vivo con molta ansia perché la direzione è una responsabilità molto più grande perché dirigi, tutto quelle che poi si vede, mentre la conduzione mi diverte, credo che sia il mio lavoro, perché qualsiasi cosa faccio come conduttore mi fa star bene, mi diverto non ho ansia, ho piacere a farlo.
Sei stato vincitore del David di Michelangelo per la categoria Spettacolo e Tv?
Sì sono l’unico italiano ad aver ricevuto questo premio per due volte consecutive. A livello culturale ho vinto tantissimi premi soprattutto quest’anno, e sono sempre onorato, dalla manifestazione più piccola alla più grande per me hanno lo stesso valore. I David sono sicuramente due premi prestigiosi che hanno dato il via ad una popolarità diversa rispetto a prima.
Soddisfatto?
Sì, è un riconoscimento che dedico alle persone che collaborano con me, perché poi ogni artista ha un suo team con cui collabora, quindi quando prevale attraverso dei premi così importanti sicuramente è merito degli agenti dei parrucchieri dei truccatori, di tutte le persone che lavorano dietro le quinte per la realizzazione finale di un progetto.
Attuali progetti?
Attualmente presento ogni settimana in diretta su Trs fm 102.3 una trasmissione con un co conduttore Fabio Massenzi in radio. È una trasmissione molto divertente che sta avendo un successo di pubblico, e per questo ringrazio anche attraverso la tua intervista tutti gli ascoltatori che ci seguono, perché “Attenti a quei due” è una sfida per me.
Perché?
Perché ho iniziato a fare questa trasmissione facendo radio come ospite, e invece questa volta mi ritrovo a presentarla, e mi diverto molto perché ogni settimana ho un ospite del mondo dello spettacolo in studio.
Vuoi parlare del nuovo programma che andrà in onda su Sky?
Partirà su Sky il diario di viaggio Made in Italy in the world, con Italia da gustare, in cui porto in giro per il mondo le prelibatezze dell’Italia, la prima tappa è stata San Paolo in Brasile. È, un vero reality show ha ripreso tutti i momenti della mia permanenza in Brasile. Sarà poi un appuntamento fisso che riguarderà tutte le varie tappe, e la prossima sarà a Dubai. In ogni tappa il pubblico potrà vedere attraverso le reti Sky quello che succede e come io rappresento l’Italia, sempre e solo esclusivamente col sorriso e con dei messaggi positivi.
Che consiglio vuoi dare a chi vuole intraprendere questo mestiere?
Essere se stessi studiare e non aspettare che tutto sia dovuto, perché le occasioni bisogna anche crearsele da soli.
Vuoi dire qualcosa ai lettori?
Saluto i lettori di www.notizienazionali.net , un bacio grande da Anthony Peth, e ricordatevi che l’Italia è bella, viva il made in Italy, e seguiteci con Italia da gustare.
Anthony a breve, vanterà grosse collaborazioni con la Rai e nei vari salotti televisivi, in cui i fans avranno modo di continuare a seguirlo, e apprezzare la sua simpatia e il suo talento.

