Rino Gaetano: compie 40 anni “Ingresso libero”, primo lp del cantante crotonese.

In occasione dell'anniversario, esce il best of “Solo con io”, cd doppio a cui hanno partecipato molti artisti italiani.

pubblicato il 27/10/2014 in Musica e spettacolo da Veronica Murru
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Veronica Murru
rino gaetano

A 40 anni da “Ingresso libero”, primo album del cantautore calabrese Rino Gaetano, la Sony celebra la ricorrenza con l'uscita di un nuovo album, “Solo con io”, doppio cd in uscita oggi 27 ottobre.
Nel primo cd, composto da 27 brani, sono contenuti i grandi successi che hanno ispirato generazioni di ragazzi e musicisti: “il cielo è sempre più blu”, “Gianna” e tanti altri, ma anche capolavori meno conosciuti come “Fabbricando case” e “Solo con io”, che dà il titolo all'intero album dedicato al cantautore. Nel secondo disco, 18 brani di Rino, che sono stati rivisitati grazie alla collaborazione di artisti quali Gianluca Grignani, Luca Carboni, il quale da voce alla rockeggiante “E io ci sto” tratta dal suo ultimo album prima di morire. Hanno partecipato anche Simone Cristicchi con “Le Beatitudini”, Roberto Vecchioni e la Pfm e molti altri ancora.

Era il 1974, quando uscì il primo album del cantautore Rino Gaetano, “Ingresso Libero”, grazie all'incontro con il suo futuro amico Bruno Franceschelli. Quest'ultimo ricorda il loro primo appuntamento in un bar come un momento importante per entrambi. Rino raccontò l'evento nel brano “Tu, forse non essenzialmente tu”. Nella copertina dell'album viene ritratta la sua immagine sfuocata, mentre cammina davanti al muro della sua casa di Roma, con il portone in vista recante la scritta Ingresso Libero, probabilmente a giustificare la sua entrata nel mondo della musica. Alcuni hanno affermato che come in ogni suo album, anche in quello, Rino abbia voluto sottintendere qualcosa che non è facile capire se non si osserva attentamente.
Bruno Mautone, ex sindaco di Agripoli (Salerno) ha studiato per 3 anni i testi di Rino e ha ipotizzato che nelle parole usate dal cantautore non ci fossero no-sense o leggerezza. L'ex sindaco sostiene che sia stato piuttosto vittima della Massoneria, alla quale Rino si sarebbe prima avvicinato per poi allontanarsi successivamente, e della quale avrebbe parlato troppo nei suoi testi, costandogli la vita. Nel suo libro Mautone sottolinea il riferimento ai simboli rosa crociani e massonici come quello delle rosa, ritrovabile nei brani quali “Rosita”, “Cogli la mia rosa d'amore” e “Al compleanno della Zia Rosina”. Oppure mette in luce la denuncia dello scandalo Lockeed nella canzone “Berta Filava”, il riferimento all'apertura delle logge massoniche a nuovi affiliati nell'album “Ingresso libero”, o del delitto Montesi nella spiaggia di Capocotta di cui parlerebbe la canzone “I tuoi occhi sono pieni di sale”.
Aldilà di possibili complotti e teorie simboliche, è indiscutibile il successo che Rino Gaetano abbia riscontrato, post mortem,  tra giovani e adulti, capaci oggi di emozionarsi di fronte alla profondità e la sensibilità musicale del cantautore italiano.

Chi è Rino?
Il 29 ottobre di quest'anno avrebbe compiuto 64 anni Salvatore Antonio, in arte Rino, Gaetano, il quale è stato uno dei più brillanti cantautori degli anni '70 in Italia. Una personalità particolare, una voce ruvida e graffiante, forse poco intonato, ironico ma con un sorriso malinconico. Cantava le ingiustizie sociali, l'emarginazione e la corruzione, con note allegre e leggere ma solo in apparenza disimpegnate. Infatti nelle sue canzoni orecchiabili denunciava i drammi e i fatti quotidiani che riguardavano spesso politici, nobili e uomini di potere, finendo per fare addirittura nomi e cognomi, nella famosa “Nunteraggae più”, di chi, come suggerisce il titolo della canzone, il cantautore sosteneva di non sopportare più. E per questo i suoi testi e i live furono censurati o aspramente criticati, se non derisi. Partecipò con grande sorpresa dei suoi fans  al Festival di Sanremo. Anche in quella occasione avrebbe voluto portare un testo più impegnato, ma gli fu intimato di portare “Gianna”, un brano che il pubblico sanremese apprezzò, forse non capendolo fino in fondo, e premiandolo con il terzo posto. Fino al 1980 la sua produzione artistica fu considerata solo marginalmente, caratterizzata dai no sense, ovvero i controsensi, nelle canzoni che sembravano contenitori di parole senza un nesso logico. Solo dopo la sua morte i suoi testi furono rivalutati come armi di denuncia dal profondo significato simbolico.
Dal 1980, con il suo ultimo album “E io ci sto”, il tono di Rino si fece più serio e arrabbiato, raccontò i sistemi corrotti con la forza del rock, nonostante non riuscì ad ottenere il successo sperato, il cantautore si disse assai soddisfatto. Rino gaetano si spense il 2 giugno del 1981 a causa di un incidente stradale mentre percorreva Via Nomentana con la sua Volvo 343, forse per colpa di un malessere che lo fece uscire fuori strada. Per uno strano scherzo del destino morì come il protagonista di una sua canzone che scrisse 10 anni prima. Come ne “La ballata di Renzo”, Rino morì all'alba per colpa della negligenza di alcuni ospedali che lo rifiutarono per un motivo o per un altro. Il successo di Rino Gaetano arrivò dopo la sua morte, uno dei misteri che lasciano dubbi tra i tanti fans che piangono la morte del cantautore.

 

 

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