La Corte di Giustizia europea si occupa del 'monopolio' Siae

Si dovrà accertare che non vi sia un abuso di posizione dominante sulle tariffe

pubblicato il 03/03/2014 in Musica e spettacolo da a cura della redazione
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a cura della redazione

Il tema del cosiddetto monopolio SIAE è uno dei leitmotiv in materia di diritto d'autore e ogni tanto si ripresenta. Nei giorni scorsi è stata pubblicata una sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea che, pur non occupandosi direttamente del contesto italiano bensì di quello ceco (il caso vede infatti protagoniste la OSA, ente di gestione collettiva della Repubblica Ceca, e un istituto termale della località Mariánské Lázně), fornisce alcune indicazioni interpretative utili a comprendere se una situazione di 'monopolio' (più propriamente 'esclusiva') come quella prevista a favore di SIAE dall'art. 180 della legge 633/41 sia o meno compatibile con il diritto dell'Unione Europea.

La risposta della Corte è stata in sostanza: «sì, è compatibile; ma solo a certe condizioni». In sostanza è essenziale che l'ente di gestione collettiva che esercita in regime di esclusiva non applichi tariffe sensibilmente più elevate di quelle praticate negli altri Stati membri, purché il confronto dei livelli delle tariffe sia stato effettuato su base omogenea, e non pratichi prezzi eccessivi, privi di ogni ragionevole rapporto con il valore economico della prestazione fornita (si veda il punto 3 delle conclusioni della sentenza).

Dunque, come giustamente rileva Angelo Greco su LaLeggePerTutti, «ora la contesa si sposterà su un altro campo, ossia quello della verifica se le tariffe praticate dalle società di raccolta dei diritti d’autore siano davvero competitive o, invece, siano un abuso di posizione dominante. E la valutazione non potrà essere fatta in termini assoluti, ma avendo a riferimento la media pratica da tutta Europa. Come a dire: se tutte le società di gestione fanno cartello stabilendo un prezzo più o meno univoco, il problema di superare la “media” non si porrà mai…».

Simone Aliprandi per rock.it 

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