Contestazioni a Cristicchi durante lo spettacolo sulle foibe

Il cantante:«Facile prendersela con me. Perché non provate con gli esuli istriani fiumani e dalmati?»

pubblicato il 01/02/2014 in Musica e spettacolo da Angela Menna
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Angela Menna

«Nessuno dei manifestanti ha ritenuto fosse importante assistere in prima persona a ciò che erano venuti a contestare, per scoprire se stavano dicendo o no la verità». È cosi che il cantante Simone Cristicchi, sulla sua pagina Facebook, ha commentato la contestazione di giovedì sera, al Teatro Aurora di Scandicci, dei gruppi Noi saremo tutto e Firenze antifascista, prima del suo spettacolo Magazzino 18 sull’esodo istriano del 1947.

Circa 50 persone sono salite sul palco e hanno esposto lo striscione con la scritta La storia non è una fiction. In una nota del movimento si legge: «abbiamo rivendicato la volontà di non trasformare la storia in una fiction. Questa volta a giocare sporco è Simone Cristicchi, che con il suo spettacolo mette in scena il peggior revisionismo storico, volto a legittimare il nazionalismo italiano anti-slavo». 

Sul posto sono intervenute diverse pattuglie dei carabinieri, ma i contestatori erano già spariti, senza creare ulteriori problemi. «Lo spettacolo - ha detto Patrizia Coletta, direttore di Fondazione Toscana Spettacolo - racconta pezzi di vita di una storia controversa, trattata da Cristicchi con molta delicatezza e rispetto dei vari punti di vista. Non è uno spettacolo di parte». «Dispiace solo che tra il pubblico - ha scritto il cantante sulla sua pagina Facebook - ci siano stati molti esuli, offesi oltremodo da questa ridicola pagliacciata».

Anche Giovanni Donzelli, Presidente del Gruppo regionale di Fratelli d’Italia, ha espresso solidarietà all’autore e a esuli. «L’irruzione di ieri - si legge in una nota di Donzelli - allo spettacolo di Cristicchi sulle Foibe avvenuta a Scandicci è disumana, non doveva essere consentita». Le polemiche non si placano e rimbalzano in Rete e Cristicchi ribadisce: «Surreale che io debba dare delle spiegazioni a della gente che nemmeno ha avuto il buongusto di vedere lo spettacolo. No? E comunque - per questi “ultimi arrivati” - sono mesi che scrivo e rilascio interviste su Magazzino 18. Facile prendersela con me. Perché non provate a porre le vostre rimostranze direttamente agli esuli istriani fiumani e dalmati? Avreste il coraggio di guardarli in faccia?».  

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