DAVIDE LO SURDO, IL CHITARRISTA PIU’ VELOCE DEL MONDO, CON 129 NOTE AL SECONDO

Davide Lo Surdo inizia il suo “World Tour” partendo il 10 Aprile dal Bangladesh, Thailandia e proseguendo per l’America Latina.

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 17/02/2020 in Musica e spettacolo da Nicola Convertino
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Nicola Convertino

Davide Lo Surdo giovanissimo talento italiano è stato scoperto nella manifestazione “Sanremo Music Awards”, dove ha preso il premio nella sezione “Rising Star”, come il “chitarrista più veloce del mondo”.

Davide già dal qualche anno è entrato in competizione, in diverse parti del mondo, con i più virtuosi chitarristi del momento, guadagnandosi un posto nello Show Business per la sua bravura e il suo talento naturale, dopo anni di militanza attiva.

Questo giovane musicista ha fatto tournèe in tutto il mondo dal Messico alla Germania, alla Svizzera, Regno Unito, USA, al fianco dei migliori chitarristi del pianeta, parliamo di Michael Angelo Batio, Steve Vai, Matthew Mills, Neil Zaza, Mike Stern e Ritchie Blackmore (chitarrista leggendario dei Deep Purple), Mark Boals (cantante dei Malmsteen), Doogie White (cantante dei Malmsteen e Raimbow), Michael Schenker (chitarrista degli Ufo e Scorpion), Edu Falaschi (cantante degli Angra), Dino Fiorenza, Ike Willis (chitarrista della band di Frank Zappa).

Con loro si è potuto confrontare e tutti rimangono sorpresi della sua velocità e del suo talento, infatti, riesce a suonare 129 note in un secondo.

Nel Sanremo Music Awards è stato notato dal Patron della manifestazione Nicola Convertino che gli ha proposto un contratto con la Warner e il tour nella Via della Seta, e ora Davide si prepara a diventare l’icona di un’epoca, il mentore della musica suonata, del virtuosismo portato ai massimi livelli, come nessuno più sa fare o nemmeno osa fare.

Viviamo in un momento storico particolare per la musica; la musica “suonata”, il virtuosismo sembrano passati di moda, ma solo perché la maggior parte dei musicisti non osa più, non sono più abituati a fare i “live” alla vecchia maniera, ci si affida sempre più alle macchine, agli effetti.

I virtuosi degli anni 60/70, dell’epoca Beat, sembrano ombre, lontani ricordi, ma poi di fronte alle dita veloci di Davide Lo Surdo il pubblico va in visibilio…e allora? Allora Davide ha trovato la strada giusta, attraverso il suo talento sconfiggerà il predominio delle macchine e l’uomo riprenderà il controllo della musica.

Grazie Davide per riportare la musica ai suoi albori dove l’uomo era protagonista e il metronomo era dentro di noi.

 

 

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